NASDAQ COMPOSITE (Cls 2646): dai picchi del 02.05 a 2887,50, l’indice è ridisceso sui minimi del 16.03 a ridosso di 2600 (il 16.06), …..
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per poi risalire verso i massimi di inizio maggio dove sono riprese le vendite. La perforazione dell’area 2715/40 ha provocato un’accelerazione ribassista con la rottura dei minimi di metà marzo-metà giugno, con un panic-selling che ha infranto i minimi di metà novembre 2010 a 2500 (nuovo min. 2332 il 09.08; -19,3% dai max del 02.05). Dai minimi del 09 agosto a 2332 l’indice ha iniziato una fase di rimbalzo, molto contrastata, con un picco a 2643 il 20 settembre, seguita da una veloce ridiscesa a testare nuovamente i minimi, perforandoli marginalmente (nuovo minimo 2299 il 4 ottobre).
Per le prossime settimane. Dal minimo 2011, toccato il 04 ottobre, a 2300 è iniziato un marcato rimbalzo verso la resistenza critica a 2740 (max 2753 il 27.10), seguito da un movimento nervoso sopra 2600, la cui violazione a metà novembre ha portato al test del supporto in area 2460-2510, parzialmente perforato (min 2441 il 25.11). È quindi iniziato un rimbalzo che ha riportato le quotazioni ad un massimo a 2675 il 5.12, seguito da un ripiegamento verso 2590-2600. Per non compromettere l’impostazione è necessario un consolidamento sopra il forte supporto in area 2540/60; Il quadro tecnico tornerebbe ribassista solo su ridiscese sotto 2500, per un nuovo test di 2440 e quindi dei minimi a 2300. Un segnale di rinnovata positività per i prossimi mesi si avrebbe solo al superamento di 2740, con primo obiettivo 2800/25 e quindi i massimi dell’anno in area 2860/90.
Volatilità implicita Vxn: 25,99. La volatilità è recentemente fuoriuscita dalla parte bassa del range in essere da inizio agosto, toccando un nuovo minimo a 24,92 il 28 e il 31 ottobre, per poi rimbalzare con forza verso 35,65 e quindi muoversi nervosamente sotto tale livello e sopra 26. Il Vxn rimane sui minimi degli ultimi 3 mesi ma l’elevata erraticità delle ultime settimane riflette una situazione di nervosismo latente: per avere un segnale distensivo convincente occorre una lunga fase di stabilizzazione sotto 31,50-33,50; rinnovate tensioni solo sopra 37-40 (prematuro).
DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE (Cls 12184): dal picco del 02.05 a 12876, è iniziato un movimento correttivo con un minimo il 15.06 a 11863, seguito da un risalita verso i max di inizio maggio, dove sono riprese le vendite. La perforazione dell’area 12200/300 ha provocato un’accelerazione ribassista con la rottura in panic-selling dei minimi di metà marzo a 11555, con una discesa sotto i minimi di novembre 2010 in area 10900-11100, con un nuovo minimo a 10604 il 09.08. È quindi iniziata una fase di rimbalzo con un picco a 11717 il 1° settembre, seguita da un andamento laterale, molto contrastato, sotto tale resistenza e al di sopra dei minimi a 10600 (toccati il 09.08 e il 22.09). La perforazione di 10600 ha portato a toccare un nuovo minimo a 10404 il 04.10 (-19,2% dai max del 02.05).
Per le prossime settimane. Dal minimo 2011, toccato il 04 ottobre, a 10404 è iniziato un marcato rimbalzo che ha portato l’indice al test dell’obiettivo indicato, la resistenza a 12200 (marginalmente superata: massimo 12284 il 27.10), seguito da un movimento nervoso sopra il supporto a 11650. La violazione di tale livello ha condotto successivamente al test di area 11300/400 (min. 11232 il 25.11), dove sono tornati gli acquisti con una veloce risalita verso la resistenza a 12300 (max 12258 il 07.12), forte ostacolo alla prosecuzione del rimbalzo: sopra tale livello si avrebbe un segnale di rinnovata positività per le prossime settimane con obiettivo i massimi di maggio-luglio in area 12750/876. Per non compromettere l’impostazione è ora necessario un consolidamento sopra il forte supporto in area 11500/600. Il tono tornerebbe ribassista solo sotto 11250, con obiettivo 11000 e quindi i minimi in area 10400/600.
S&P’s 500 (Cls 1255): dai picchi del 02.05 a 1370,58, è iniziata una correzione verso i minimi del 16.03 a 1249, esauritasi nel minimo a 1258 del 16.06. Il forte rimbalzo seguente ha riportato le quotazioni verso i max di inizio maggio, dove sono riprese le vendite. La perforazione del supporto in area 1295-1305 ha quindi provocato un’accelerazione ribassista al di sotto dei minimi di metà marzo-metà giugno in area 1250/60, con un panic-selling a rompere anche i minimi di novembre 2010 in area 1165-1200 (nuovo minimo 1102 il 09.08). Dai minimi del 09 agosto l’indice ha iniziato una fase di rimbalzo con un picco a 1231 il 31 agosto, seguita da un andamento laterale, molto contrastato, sotto tale resistenza e al di sopra dei minimi in area 1100/15. Il 4 ottobre l’indice si porta al test dei minimi, toccando un nuovo minimo a 1075 (-21,6% dai max del 02.05).
Per le prossime settimane. Dal minimo 2011, toccato il 4 ottobre, a 1075 è iniziato un marcato rimbalzo che ha portato l’indice al test dell’obiettivo indicato – la resistenza critica a 1300 (max 1293 il 27.10) -, seguito da un movimento nervoso al di sopra di 1215, la cui violazione ha spinto l’indice al test del supporto in area 1140/55 (min 1159 il 25-26 novembre), dove sono tornati gli acquisti. Il rimbalzo tecnico in atto ha ricondotto le quotazioni ad un massimo a 1267 il 07.12; un consolidamento sopra 1215 confermerebbe il segnale di tenuta ma fino a quando le quotazioni stazionano sotto 1300 l’impostazione per i prossimi mesi rimane ancora contrastata. Il tono si indebolirebbe nuovamente su ridiscese sotto 1180-1200 ma il quadro tornerebbe ribassista solo sotto 1140/50, con possibilità di nuove discese verso i minimi in area 1075-1100. Sopra 1300 obiettivo 1340 e quindi i massimi del 2 maggio a 1371.
Volatilità implicita Vix: 26,38. La volatilità è recentemente fuoriuscita dalla parte bassa del range in essere da inizio agosto, toccando un nuovo minimo a 24,44 il 28 ottobre, per poi rimbalzare con forza verso 37,55 e quindi muoversi nervosamente in tale intervallo. Il Vix rimane sui minimi degli ultimi 3 mesi ma l’elevata erraticità delle ultime settimane riflette una situazione di nervosismo latente: per avere un segnale distensivo convincente occorre una lunga fase di stabilizzazione sotto 32-35; rinnovate tensioni solo sopra 37,55-40 (prematuro).
DJ EUROSTOXX50 (Cls 2343): dal massimo del 18.02 a 3077,24 una correzione porta a un min. il 16.03 a 2718, seguita da un rimbalzo verso l’area 3000/40 (max 3029,68 il 02.05). Dal picco del 02.05 è iniziata una decisa correzione con nuovi min. a 2608 il 12.07; il rimbalzo seguente è rimasto sotto 2800 dove forti vendite hanno spinto l’indice al test di 2600, la cui rottura ha provocato un vero e proprio panic-selling con un nuovo minimo per l’anno il 23 settembre a 1936 (-37% dai picchi del 18.02 a 3077), ben al di sotto dei minimi del luglio 2009 a 2260.
Per le prossime settimane. Dai minimi 2011, toccati il 23 settembre, a 1935 è iniziato un marcato rimbalzo che ha portato l’indice al test della resistenza a 2500 (max 2506 il 28.10), dove sono prevalsi i realizzi. La violazione di 2250 ha innescato nuove vendite con una discesa verso i minimi del 4 ottobre, il supporto in area 2055/70 (minimo 2066 il 25.11). Sono quindi tornati gli acquisti, con un rimbalzo al test della resistenza a 2400 (max 2402 il 07.12), il cui superamento è necessario per avere una conferma del miglioramento dell’impostazione per le settimane a venire. Finché le quotazioni stazionano sotto 2500-2600 il quadro tecnico per i prossimi mesi rimane comunque contrastato. Il tono si indebolirebbe nuovamente su ridiscese sotto 2265 e l’impostazione tornerebbe ribassista sotto 2190-2200, per un test dei minimi del 4 ottobre, l’area 2055/70, sotto cui si riproporrebbe in test dei minimi dell’anno a 1935.
FTSE/MIB (Cls 15484): dal massimo dell’anno, toccato il 18 febbraio, a 23274 (ancora al di sotto dei massimi 2010, toccati l’11.01, a ridosso di 24050), è iniziata un’inversione ribassista, con un primo minimo il 16 marzo a 20800, seguito da un rimbalzo con un massimo il 2 maggio a 22575. Sono quindi riprese le vendite, con una progressiva accelerazione ribassista, divenuta particolarmente forte a partire dall’ultima decade di luglio. Nel giro di alcune settimane l’indice precipita da quota 20000 (22.07) ad un minimo a ridosso di 13200 il 13 settembre, marginalmente perforato il 23.09 (nuovo minimo 13115, -43,6% rispetto ai max di metà febbraio; -69,2% da 42605, quotazione del 01.01.2000). La performance dell’indice italiano è tra le peggiori a livello mondiale, a causa del vero e proprio tracollo che ha interessato il settore bancario, particolarmente pesante sul listino italiano (-65% circa da metà febbraio ai minimi del 13-23 settembre).
Per le prossime settimane. Dopo la recente capitolazione, dai minimi del 23.09 a ridosso di 13100 l’indice è riuscito a mettere a segno un marcato rimbalzo tecnico esauritosi nel massimo del 28 ottobre a ridosso di 17050. Le quotazioni sono quindi ridiscese fino ad un minimo a ridosso di 13600 il 25 novembre. Il seguente rimbalzo è rimasto al di sotto della resistenza in area 16000/150, il cui superamento è necessario per avere un segnale di rinnovata positività per le settimane a venire, con primo obiettivo 17050. Sopra tale resistenza la salita proseguirebbe verso l’area 17300/400, con estensioni a testare la resistenza critica a quota 18000, dove dovrebbero esserci forti ordini in vendita: solo sopra 18000 (poco probabile) si avrebbe un segnale rialzista affidabile per i mesi a venire. Rinnovata debolezza su ridiscese al di sotto del supporto in area 14750-15000 e segnale di ripresa delle vendite sotto l’area 14000/100, per un test di 13600 e quindi dei minimi 2011 in area 13100/200 (supporto successivo, prematuro, i minimi del marzo 2009 a ridosso di 12300).
NIKKEY225 (Cls 8654): negli ultimi mesi dello scorso anno, con un’accelerazione da inizio novembre, sono tornati gli acquisti che hanno spinto l’indice al di sopra della resistenza critica a 10250, con un massimo a 10891,60 il 17.02.2011. L’indice ha quindi iniziato a perdere spinta, per poi accelerare al ribasso alla perforazione di 10180/350, sull’onda dell’emotività conseguente alla catastrofe naturale che ha investito il Paese. Le quotazioni sono precipitate fino a toccare un minimo a 8227,63 il 15 marzo, sui livelli dell’aprile 2009. Dai minimi del 15 marzo, il rimbalzo delle altre piazze e l’abbondante liquidità iniettata nel sistema dalla Banca Centrale nipponica hanno consentito un rimbalzo a “V”, con le quotazioni che hanno recuperato circa i tre/quarti delle perdite post-terremoto, assestandosi stabilmente sopra il supporto a 9300, senza riuscire tuttavia a superare la valida resistenza in area 10000/250 (max 10208 l’08 luglio). A partire dall’ultima decade di luglio, in sintonia col sell-off che ha colpito tutti i mercati azionari, il Nikkei ha avviato una veloce discesa infrangendo il supporto critico a 9300 che aveva supportato le quotazioni da inizio aprile. L’indice è sceso in accelerazione portandosi a ridosso di 8650 il 9 agosto e poi, dopo un breve rimbalzo, ha proseguito nella discesa fino a toccare un minimo 2011 il 5 ottobre a ridosso di 8350. Il rimbalzo di ottobre ha riportato le quotazioni al test della resistenza a 9150, dove sono riprese le vendite con un nuovo minimo per l’anno a 8135 il 25 novembre.
Per le prossime settimane. Dai minimi del 25 novembre l’indice rimbalza verso 8700/50. Finché le quotazioni stazionano al di sotto di 8900 il quadro tecnico rimane molto debole. Un segnale convincente di positività per le settimane a venire si avrebbe solamente al superamento di 9150 (poco probabile), con obiettivo la forte resistenza a ridosso di 9500. Importante ora la tenuta del supporto a 8350, pena una ridiscesa verso i minimi a 8135 (supporto successivo 7900).
BUND (contratto marzo 2012, ticker Bloomberg RXH2, PC 135,82).
Negli ultimi mesi il Bund si è mosso all’interno dell’ampia banda laterale con estremi 132,85-133 e 139,65/80, consolidando così il forte rialzo da luglio a settembre dovuto al flight-to-quality per l’acuirsi delle tensioni sul debito sovrano italiano, e ultimamente anche francese. Un restringimento degli spread tra i Paesi periferici dell’area euro e la Germania si accompagnerebbe probabilmente a prese di beneficio sul Bund: tale scenario appare abbastanza probabile, visto che un maggiore coinvolgimento della Germania per mettere in sicurezza l’area comporterà probabilmente un lento movimento di risalita dei tassi tedeschi nei mesi a venire (a inizio anno il tasso sul decennale era intorno al 3%, contro il 2% attuale).
Per le prossime settimane. Un segnale di debolezza si avrebbe sotto 134, per un nuovo test dei minimi in area 132,85-133, la cui perforazione fornirebbe un segnale ribassista per le settimane a venire, con primo obiettivo importante il supporto critico in area 130-131. Un movimento ribassista nei mesi a venire potrebbe avere obiettivi anche ambiziosi: il supporto chiave è individuabile a 126. Il rischio ribassista diminuirebbe sopra 138,50 ma un nuovo segnale rialzista si avrebbe solo sopra i massimi in area 139,65/80.
Si nota un’asimmetria del rischio, con maggiore spazio a movimenti in discesa piuttosto che al rialzo.
EurUsd (PC 1,3306): dal massimo di periodo del 26.11.2009 a 1,5145 il cambio ha invertito tendenza iniziando un profondo movimento correttivo, con un’accelerazione ribassista dopo la rottura del supporto psicologico a ridosso di 1,3000 all’inizio del mese di maggio 2010. La discesa si è spinta fino a toccare un minimo a 1,1876 l’11 giugno 2010 (-26% rispetto al massimo storico a 1,6038 del 15 luglio 2008). Dai minimi di inizio giugno 2010 è iniziata un’inversione di tendenza che ha riportato il cambio verso la soglia psicologica di resistenza a quota 1,5000 (massimo il 4 maggio 2011 a 1,4940). La dinamica degli ultimi 3 anni riflette un tentativo di stabilizzazione del cambio euro/dollaro, sottoposto a due forze contrastanti: da un lato, la debolezza strutturale del dollaro Usa, accentuata dalle politiche monetarie ultra-espansive della Fed (tassi di interesse schiacciati sullo zero e quantitative easing 1 e 2); dall’altro, la fragilità dell’area euro per i crescenti problemi del debito sovrano dei Paesi periferici. La risultante è una sorta di impasse, di equilibrio instabile tra le due valute, che rimangono entrambe debolissime nel confronto con le altre divisi principali. A partire da fine agosto, l’acuirsi delle tensioni sul debito sovrano dei Paesi periferici, in particolare dell’Italia – e quindi anche della Francia – hanno provocato una veloce discesa del cambio da 1,4600 a 1,3146, seguito da un veloce rimbalzo verso 1,4250 e da un nuovo ripiegamento verso 1,3200.
Per le prossime settimane. L’euro rimane decisamente fragile, specialmente contro dollaro Usa, che sta dando segnali di assestamento contro le principali divise.
Contro l’euro il macro movimento rimane laterale e molto nervoso ma con una forte asimmetria del rischio, per lo meno finché l’area euro non uscirà dalla crisi del debito sovrano dei Paesi periferici: se ci sarà un forte movimento direzionale saranno molto più probabili forti discese dell’euro che ampi scivoloni del dollaro. Per lo meno in ottica tattica rimane quindi opportuno sovrappesare il dollaro Usa a scapito dell’euro. La perforazione dei minimi del 4 ottobre a 1,3146 porterebbe ad un test del supporto critico in area 1,2850-1,3000, la cui rottura innescherebbe probabilmente forti vendite contro la divisa unica, determinando l’inizio di un trend ribassista con ampi spazi di discesa: primo obiettivo importante 1,2500/90 e quindi, nei mesi a venire, 1,2000. Le pressioni ribassiste diminuirebbero sopra 1,3800 ma un segnale positivo per l’euro si avrebbe solo sopra 1,4000, con conferma sopra 1,4250 (improbabile).
UsdJpy (PC 77,71): da inizio novembre 2010 a metà marzo 2011 il cambio si è mosso lateralmente all’interno dell’intervallo compreso tra 80,22 e 84,51. La perforazione dei minimi a metà marzo, sull’onda della catastrofe naturale che ha colpito il Giappone, ha provocato una discesa in panic selling con un nuovo minimo il 17 marzo a 76,25 (sotto il precedente minimo storico dell’aprile 1995 a 79,75). A seguito di un intervento concertato delle principali Banche Centrali il cambio è poi risalito a un massimo a 85,53 il 6 aprile. Sono quindi riprese le vendite, che hanno spinto il cambio a toccare un nuovo minimo il 19 agosto a 76,09, marginalmente al di sotto del minimo del 17 marzo. Negli ultimi 3-4 mesi il cambio si è mosso lateralmente nell’intervallo tra 76,10 e 77,85, rompendo al ribasso con un nuovo minimo storico il 31 ottobre a 75,38. L’intervento della Banca del Giappone riporta poi il cambio a ridosso di 79,50, seguito da un ripiegamento verso 76,55.
Per le prossime settimane. Il trend dominante per il dollaro rimane orientato al ribasso, ma si nota una perdita di spinta ribassista e dei segnali di possibile riaccumulazione. Un segnale convincente di recupero si avrebbe al di sopra di 79,55-80,25 con obiettivo la forte resistenza in area 81,50-82. Rinnovata debolezza sotto 76,50, con possibili ridiscese verso i minimi.
EurJpy (PC 103,40): dai minimi del 10 gennaio 2011 a 106,84 è iniziato un forte rally – interrotto dallo scivolone post-terremoto in Giappone che ha riportato il cross sui minimi di gennaio (minimo del 17 marzo a 106,81) – con una salita fino a un massimo a 123,32 l’11 aprile. Il cross ha quindi invertito tendenza andando a perforare i precedenti minimi di metà marzo, con un’accelerazione ribassista culminata nel minimo del 4 ottobre a 100,78.
Per le prossime settimane. Dopo un rimbalzo esauritosi nel massimo del 31 ottobre a 111,54 sono riprese le vendite, con un minimo a 102,48 il 25.11; il cross si è quindi mosso lateralmente sopra tale livello. L’impostazione rimane debole: finché il cambio staziona sotto 108 prevalgono i rischi ribassisti, con possibili ridiscese verso i minimi del 04.10 a 100,78, con estensioni a testare il forte supporto, non solo psicologico, a ridosso di 100, la cui perforazione darebbe un ulteriore segnale ribassista, con primo obiettivo 95. Un segnale positivo si avrebbe solo su risalite sopra 110-111,55 (poco probabile).
Analisi Daily
a cura di: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella
Autore: Maurizio Milano
Fonte: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella
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DOLLARO/YEN
COMMENTO: ancora discesa per il Dollaro/Yen nell’ultima settimana. I corsi dall’area 91,50 scivolano verso le 88,95, per poi attestarsi in area 90,30. A questo punto i corsi potrebbero oscillare tra le 92,00 e le 88,00. Un primo segnale di nuova forza di Euro scaturirebbe solo sopra le 92,00/92,10. In tal caso potremmo assistere a rivalutazioni verso le 93,50 prima e le 94,50/95,00 in seguito. Solo la netta violazione delle 95,00 riuscirebbe a fornire un segnale di forza di Dollaro degno di nota. Tale evento spingerebbe i corsi verso l’importate area di medio periodo collocata a ridosso delle 98,00. Un segnale di più marcata debolezza di Dollaro scaturirebbe solo sotto le 88,00, per le 85,00 in prima battuta.
EURO/YEN
COMMENTO: ancora perdita di forza per il cross Euro/Yen, durante le ultime sedute. I corsi si spingono fin verso le 109,00. L’Euro si è così portato anche sotto i minimi di area 113,00/112,00. Tale evento apre potenzialmente le porte ad ulteriori discese in direzione delle 100,00 con area intermedia a 105,00. A questo punto solo rivalutazioni di Euro sopra alle 114,00/115,00 favorirebbero nuovi recuperi, annullando lo scenario descritto. In tal caso i corsi potrebbero riportarsi prima verso le 120,00 e successivamente in direzione delle 125,00.
EURO/FRANCO SVIZZERO
COMMENTO: recupero e aumento della volatilità per l’Euro/Franco Svizzero durante l’ultima settimana.
I corsi dall’area 1,4000 mettono a segno un deciso e ampio rimbalzo che ha visto il test delle 1,4590. Successivamente l’Euro ha stornato verso le 1,4200. Il ritorno sopra l’area 1,4150 potrebbe indicare un rallentamento delle forti pressioni ribassiste sull’Euro. Per le prossime sedute i corsi potrebbero oscillare tra le 1,4200/1,4150 e le 1,4700. In ottica di medio periodo solo rivalutazioni sopra le 1,4700 fornirebbero un segnale di forza di Euro degno di nota. In tal caso i corsi potrebbero spingersi in direzione delle 1,5000 prima e delle 1,5400 successivamente. Ancora cautela in seguito a nuovi indebolimenti sotto le 1,4100.
EURO/STERLINA inglese
COMMENTO: andamento ancora immutato per l’Euro/Sterlina durante l’ultima settimana. I corsi oscillano tra le 0,8770 e le 0,8480. L’Euro/Sterlina si presenta ad un bivio. Il supporto in area 0,8400 appare strategico. Porre molta attenzione ad una sua violazione. In tal caso assisteremmo a possibili ulteriori discese di Euro, verso le 0,8100/0,8000 prima e le 0,7700 successivamente. Viceversa la tenuta delle 0,8400 favorirebbe escursioni in range tra il livello e le 0,8750/0,8800. Un primo segnale di forza degno di nota si avrebbe sopra alle 0,8750/0,8800. Evento che riproporrebbe le 0,9000 prima e le 0,9200 in seguito.







