Secondo l’Usda negli States i terreni coltivati cresceranno del 15%. E per Cotlook il surplus salirà a 1,1 min di tonnellate. Ma incombono fondi e meteo…
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Con una performance superiore al 35% da inizio anno e di oltre l’98% negli ultimi sei mesi, il cotone si conferma per ora la star dell’indice Crb. Tuttavia, in base agli ultimi dati diffusi dal Dipartimento dell’Agricoltura americano (Usda), il rally dei prezzi potrebbe spingere quest’anno i coltivatori statunitensi ad aumentare del 15% i terreni dedicati alla piantumazione di questa soft commodiry (a scapito di quelli dedicati alla semina della soia per Goldman Sachs).
E secondo gli anali-sti di Cotlook l’offerta globale potrebbe registrare un surplus di 1,1 milioni di tonnellate. Prospettive che, sempre in base al suddetto sondaggio, potrebbero innescare una correzione del future trattato all’Ice di New York di circa il 50% entro la fine di dicembre.
Dovremo dunque presto affrontare lo scoppio di una bolla? «Non necessariamente – afferma Allen A Terhaar, direttore esecutivo del Cotton Council International – visto che da circa tre anni le categorie di investitori sono aumentate da due a tre: ai commerciai e agli speculatorsi sono aggiunti gli hedge fund, il cui peso nell’influenzare le dinamiche dei prezzi ha registrato una crescita esponenziale». Non solo. «Anche se aumenteranno le coltivazioni – fa notare Terhaar – il meteo continua a giocare un ruolo cruciale, e non è detto che sia favorevole ai prossimi raccolti».
Intanto, sul fronte della domanda, la Cina (maggior produttore e consumatore mondiale della fibra) ha già pianificato una serie di importazioni dal prossimo settembre a marzo 2012 con l’obiettivo di ricostituire le scorte e soddisfare la richiesta interna. In aggiunta al future quotato a New York, per sfruttare i movimenti del cotone a Piazza Affari sono disponibili un Etc emesso da Etf Securities (Isin GBOOB15KXT11) e otto certificati, due benchmark e sei leverage .
Autore: Gianluigi Raimondi
Fonte: Borsa e Finanza del 2 aprile 2011









