Con un rialzo prossimo al 16% il future sul gas naturale è balzato al top dell’indice Crb per performance nell’ultimo mese. E per diverse ragioni sembra non trattarsi di una bolla A cominciare dall’incremento della domanda di Lng (liquefied naturai gas) in Giappone …
Se vuoi ricevere le principali notizie riguardanti gli ETF e gli ETC iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
che, dopo il terremoto che ha colpito il Paese, cerca fonti energetiche alternative al nucleare. E secondo le stime Barclays Capital, per soddisfare la richiesta nipponica, circa 500 milioni di cubie feet (circa 14,16 milioni di metri cubi) al giorno potrebbero essere dirottate dal mercato Usa (dove è scambiato il future di riferimento a livello mondiale) verso Tokyo riducendo di quasi il 46% l’import di Lng statunitense e creando di conseguenza fabbisogno in America del Nord. Non solo. In base alle previsioni di Société Generale quest’anno la richiesta giapponese crescerà di 5 miliardi di metri cubi. Gli analisti di
Bernstein si spingono più in là nel tempo prevedendo entro il 2020 un aumento del 13% della domanda mondiale di gas in scia al dibattito (e ai probabili esiti) sulle centrali termonucleari. E c’è poi dell’altro. Dal punto di vista tecnico i corsi del future scambiato all’Ice di New York hanno recentemente confermato il superamento dei 4 dollari per milione di british thermal unii (mmbtu) generando un significativo segnale rialzista. Tuttavia, nonostante l’ultimo allungo, nel medio periodo la performance del derivato resta tra le più basse tra le commodity del Crb con un rialzo calcolato a 12 mesi limitato a poco più del 7 per cento. Di fronte a questo scenario, gli analisti di Credit Suisse stimano che quest’anno il gas naturale possa registrare una quotazione media di 4,40 dollari per mmbtu. Attenzione però: a frenare una potenziale ascesa dei prezzi ci sono da una parte le scorte Usa che, almeno per ora, restano dell’1,3% superiori alla media degli ultimi cinque anni e dall’altra il possibile rafforzamento del biglietto verde. E le prime avvisaglie si sono già avute in settimana con il cross contro euro respinto dalla resistenza tecnica a quota 1,415.
Comunque, per sfruttare possibili ulte-riori rialzi, in aggiunta al future trattato all’Ice di New York, a Piazza Affari sono disponibili tre Etc: il Naturai Gas (codice Isin GBOOB15KY104) e il Leveraged Naturai Gas (Isin JEOOB2NFTQ41) emessi da Etf Securities, e il Naturai Gas Booster Euro Hedged targati Deutsche Bank (DEOOOA1ED2KO). E sul mercato Sedex di Borsa Italiana è possibile poi scegliere tra due certificati di tipo benchmark, uno emesso da Banca Imi con scadenza fissata al 30 marzo 2012 (IT0004157449) e uno proposto da Royal Bank of Scotland (NL0009481886, scadenza 12 gennaio 2011), e tre leverage certificate, anch’essi offerti dal Royal Bank of Scotland. Nel dettaglio, di questi ultimi, uno scade il primo ottobre 2020 (NL0009624758), uno il 19 gennaio (NL0009694413) e l’altro al 26 febbraio 2021 (NL0009700616).
Fonte: Borsa e Finanza del 26 marzo 2011









