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Passione soft commodity


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Il 2011 sarà l’anno delle materie prime. Occhi puntati sui metalli preziosi e sui prodotti agricoli. Mascherone (Deutsche Bank): «Guardiamo con particolare interesse ai cereali…


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Non solo metalli preziosi. Le opportunità di investimento che è possibile trovare nel mondo delle commodity sono tante. Da inizio anno, infatti, oltre a oro e argento, si stanno comportando molto bene anche le materie agricole e più in particolare mais e soia, con rialzi (in euro) rispettivamente del 36,3% e del 27,54 per cento. Rendimenti double digit che non spaventano gli addetti ai lavori, convinti della bontà del settore in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo. «Abbiamo una view positività sul mondo delle commodity in generale – spiega a B&F Giorgio Mascherone, responsabile investimenti di Deutsche Bank in Italia – quindi sia per quanto riguarda i metalli preziosi, che saranno molto gettonati nel 2011 grazie al crescente utilizzo industriale, e mi riferisco soprattutto a palladio e platino, sia per quanto riguarda le materie agricole. Queste ultime, in particolare, nel breve periodo potrebbero soffrire l’elevata volatilità, ma nei prossimi 5-7 anni beneficeranno dell’aumento della popolazione e dell’incremento del tenore di vita».

Gli fa eco Richard Davis, gestore del fondo Risorse Naturali Agricultural Investment di BlackRock: «L’urbanizzazione è sicuramente uno dei principali driver di crescita per le materie agricole. In particolare, l’economia che corre più veloce, la Cina, rappresenta anche la nazione con il più alto consumo di soft commodity, con la conseguenza diretta di un incremento molto forte della domanda e dei prezzi». E nel variegato panorama di materie agricole, Mascherone guarda con particolare interesse ai cereali: «Sono utilizzati non solo per l’alimentazione umana, ma anche per quella animale. I mix forte urbanizzazione e aumento dell’utilizzo di carne non può far altro che favorire un aumento delle quotazioni del settore».

Anche Oliver Rombi, gestore del Parvest World Agricolutre, si dice ottimista: «Nei prossimi mesi potremmo assistere a una marcata instabilità delle materie agricole rispetto a quanto osservato fino a oggi, ma i fondamentali rimarranno intatti. Nel 2011 i prezzi continueranno a salire, anche se i rialzi non saranno spettacolari come quelli di quest’anno. Riguardo alla soia, in particolare, la domanda cinese rimane un fattore chiaramente buttish, mentre i buoni margini del mais potrebbero spingere i coltivatori statunitensi a piantarne in grande quantità». Ma le buone prospettive del settore agricolo non fanno distogliere l’attenzione dei gestori verso oro e argento.

Anzi. Le recenti correzioni, piuttosto che far suonare un campanello d’allarme, sono viste come un’opportunità d’ingresso sul mercato. «A dicembre continueremo ad aumentare la nostra esposizione sul settore – afferma Manuel Tenekedshrjew, fund manager del Dws Invest Gold and Precious Metal – Nel lungo termine le mosse della Fed, della Bce e della Bank of Japan avranno ricadute molto positive sul prezzo dell’oro, che pensiamo sia destinato a crescere ancora.

In questo contesto non dobbiamo però dimenticare l’argento, che rispetto al «gold» è relativamente conveniente. Inoltre, argento, platino e palladio potrebbero persine sovraperformare l’oro se un’eventuale accelerazione della ripresa economica mondiale incoraggiasse la domanda delle componenti industriali che fanno uso di questi metalli. Dal punto di vista delle società continuiamo a essere interessati all’elevata generazione di cassa del settore, che ne incentiva il consolidamento.

Le grandi società hanno infatti necessità di acquisire piccole e promettenti player del mercato per compensare l’esaurimento delle loro risorse finanziarie». E per sfruttare il trend positivo delle commodity, Piazza Affari offre diversi strumenti di risparmio gestito (vedere tabellapagina 23), che da inizio anno mostrano performance da capogiro; come il fondo Investec Gsf Global Gold, in attivo del 44,26%, l’Etfs Silver (+70,38%), l’Etfs Soybean (+28,98%) o ancora il Parvest World Agricolture (+17,94%).

Autore: Gabriele Petrucciani

Fonte: Borsa e Finanza del 27 novembre 2010

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