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Analisi Energy Commodities: Crude Oil – Natural Gas – Soft Commodities & Metals


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Crude Oil. Petrolio in moderato rialzo nell’ultima settimana, con il barile che ha chiuso la seduta di lunedì 11 ottobre a 82,21 dollari, registrando un aumento di poco superiore all’1% rispetto al lunedì precedente. Il prezzo è stato sostenuto dalle attese di una QE2 da parte delle banche centrali, in….

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Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP


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Crude Oil. . Settimana piuttosto volatile per il petrolio che ha registrato un ribasso dell’1,70% chiudendo venerdì a 81,25 dollari al barile. La settimana si è aperta all’insegna dei ribassi a causa dell’apprezzamento del dollaro sulle altre valute, riducendo così l’appeal della commodity per gli investitori non Usa, e ai dati provenienti dall’OPEC che vedono una riduzione della domanda di greggio nei prossimi mesi. In ogni caso, la produzione dal parte dell’OPEC per i prossimi mesi resterà invariata. A sostenere il prezzo sono arrivati i dati Usa dell’Energy Information Administration che mostrano scorte in calo dello 0,12%. Apprezzamento che però dura poco a causa dei dati che mostrano la domanda di greggio ai minimi degli ultimi 10 mesi negli Usa a causa della ripresa che resta ancora debole. Intanto però la Cina segna il record di importazioni di greggio con un aumento dell’11% a 5,52 milioni di barili al giorno rispetto al mese precedente. Nella giornata di venerdì è ancora una volta l’apprezzamento del dollaro che spinge al ribasso il prezzo della commodity. La nuova settimana è iniziata al rialzo (+2,25%) grazie soprattutto agli scioperi nel settore petrolchimico in Francia che ne riducono l’offerta.
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Natural Gas. È proseguito anche la scorsa settimana la discesa del Natural Gas, con la commodity che ha perso il 3,18% chiudendo venerdì a 3,535 dollari al barile. Il gas naturale ha perso in un mese il 15,65% del valore. La settimana inizia con un moderato rialzo dovuto alla previsione di temperature sotto la media nei prossimi mesi. Il trend si inverte però già dalla sera di mercoledì 13 ottobre, quando le previsioni di un aumento delle scorte della commodity negli Usa cominciano ad affiorare. Il giorno successivo il dato Usa mostra un incremento del 2,6%, mentre le scorte canadesi sono salite del 4,61% nella settimana precedente. Il Natural Gas aumenta così le perdite sino a fine settimana, in parte compensate dall’esplosione di una pipeline nel Mississippi che potrebbe ridurne l’offerta. L’inizio settimana è stato ancora una volta negativo, con la commodity che ha perso il 2,94% nella giornata di lunedì. Da segnalare l’aumento del 95% nel mese di settembre delle importazioni di gas naturale da parte della Corea del Sud.

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Soft Commodities & Metals.
La scorsa settimana è stata caratterizzata da un andamento piuttosto differenziato delle soft commodity, con lo zucchero e la soia che hanno guadagnato rispettivamente il 2,8% e il 2,6%, mentre il grano, il cui prezzo da inizio anno è aumentato del 30%, ha perso lo 0,9%. Nonostante l’incremento settimanale, il prezzo dello zucchero rimarrà ancora sotto pressione a causa dell’aumento di produzione del 30% dall’inizio dell’anno da parte dei coltivatori brasiliani. Nel 2010 lo zucchero è stata tra le peggiori materie prime agricole, con prezzo invariato da inizio anno; solo il cacao (-15%) ha fatto peggio. Tensioni sul prezzo sono previste anche per la soia e il mais, con temperature sopra la media nelle campagne Usa. Inoltre, la qualità dei due cereali per quanto riguarda il raccolto Usa appare superiore alla media. Sul fronte dei metalli, l’incremento più alto è stato registrato dal piombo che ha guadagnato il 4,7% e dall’alluminio e il rame (entrambi +3,4%). Per quanto riguarda il piombo, si prevede un prezzo in rialzo in futuro a causa delle misure per il risparmio energetico introdotte dalla Cina e che potrebbero determinare una diminuzione di produzione. Il nickel (-1,3%) e il platino (-1,1%) sono stati i peggiori metalli della settimana, La nuova settimana ha visto elevate performance nella giornata di lunedì da parte di argento (+3,8%) e cotone (+3,5%).

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Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP


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