Mosca e Pechino hanno stipulato un pacchetto di accordi sui prossimi contratti di fornitura sugli idrocarburi, sul carbone e sull’energia nucleare….
Se vuoi ricevere le principali notizie riguardanti gli ETF e gli ETC iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
Dal produttore al consumatore, senza intermediari e quindi senza subire tempistìche e prezzi imposti da terze parti. In quest’ottica si inquadrano gli accordi sulle materie prime del settore energetico stipulati in settimana tra Russia e Cina. Nel dettaglio, oggetto del pacchetto di intese tra il maggior offerente di commodity del continente euroasiatico e il Paese più energivoro del mondo, sono i futuri contratti sulle forniture di petrolio, di gas naturale, di carbone e di energia nucleare. O primo di questi contratti, ha affermato il vice primo ministro russo Igor Sechin, riguarderà il prezzo e i quantitativi di gas che saranno mandati in Cina attraverso l’oleodotto Skovordino-Mohe il prossimo anno. Ed entro il 2020 le autorità di Pechino vogliono triplicare l’attuale di questa commodity fino a farla pesare per circa il 10% sul totale della domanda energetica nazionale, ora molto dipendente da materie prime estremamente inquinanti quali petrolio e carbone. Solo lo scorso anno l’import di greggio è cresciuto del 48% con un quantitativo raddoppiato dal 2005. Tuttavia, anche l’oil made in Russia è destinato a diventare sempre più comune in Cina visto che ad agosto Putin ha innaugurato la prima tratta della pipeline East Siberian pacific Ocean. Ancora, Rosatom, big del settore nucleare sotto l’egida del governo di da Mosca, costruirà un reattore di quarta generazione ad alta efficienza. «Nel suo complesso – afferma Neil Beveridge, analista di Bernstein – questa serie di accordi porteranno nel medio termine a porteranno a probabili ripercussioni sui fondamentali». Uno scenario possibile, visto che grandi quantitativi verranno trattati fuori dai mercati regolamentati, e sui prezzi di queste commodity dato che si prospetta una sorta di cartello a due dell’energy.
Autore: Gianluigi Raimondi
Fonte: Borsa e Finanza del 2 ottobre 2010









