Secondo l’ultimo report diffuso da Morgan Stanley il mercato è troppo «bearish», ovvero ribassista, sul petrolio. Certo, il timore di un doublé dip dell’economia mondiale, accompagnato da dati macroecnomici poco incoraggianti, prospetta una richiesta energetica in calo. Tuttavia, fanno notare gli analisti della banca d’affari americana, ciò è già scontato nelle attuali quotazioni. E inoltre sta di fatto che nelle prossime settimane tutte le principali raffinerie termineranno il ciclo di manutenzioni estive e torneranno a lavorare a pieno ritmo favorendo…
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un incremento della domanda, peraltro già attualmente superiore alla media degli ultimi quattro anni, e facendo diminuire le scorte. Tanto che Morgan Stanley stima che entro fine anno il greggio Wti possa arrivare a toccare i 95 dollari per barile per poi arrivare a quota 100 nei primi mesi del 2011. Attenzione però: per gli esperti dell’istituto il rally dei corsi, probabilmente, non inizierà prima di ottobre. Fino ad allora i future sull’oil quotati sulle piazze di New York e Londra continueranno a oscillare tra i 70 e gli 80 dollari per barile.
Autore: Gianluigi Raimondi
Fonte: Borsa e Finanza del 11 settembre 2010









