Con riferimento alla mia precedente analisi (quella dello scorso 12 giugno), ammetto che la discesa dell’S&P500 sotto quota 1040p proprio non me l’aspettavo. In effetti non siamo andati granché lontani (il minimo intraday è stato fatto il 1° luglio. a 1010p), ma questo «sforamento», insieme al….
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diverso comportamento dei mercati europei (che hanno realizzato i minimi di periodo addirittura più di un mese prima: il 25 maggio), mi hanno un po’ spiazzato. Tuttavia, come sempre, non tutto il male vien per nuocere e questo comportamento degli indici credo ci possa indicare qualcosa di estremamente utile.
Prima di tutto si sono poste le basi per l’inizio di un trend ribassista: il primo minimo discendente di luglio, infatti, ttende ora la conferma da un massimo discendente.

Questo è un fatto importante perché l’onere della prova, in questo caso la smentita, è tutta a carico del mercato che si vede obbligato a realizzare un nuovo massimo (superiore ai 1220p per SP500) se vuole mantenere l’impostazione rialzista avviatasi nel marzo del 2009.
Il nostro Ftsemib non ha più di queste velleità dall’ottobre dell’anno scorso e forse ha anticipato di qualche mese il trend che, inevitabilmente, interesserà anche gli altri mercati.
Per curiosità sono andato a vedere il comportamento dell’S&P500 sui massimi del passato ed ho provato a sovrapporre il suo andamento nel periodo 14/03/2007 – 23/01/2008 con quello del periodo 02/09/2009 – 01/07/2010: le analogie di tempo, movimenti ed estensioni risultano sbalorditive; se tale analogia dovesse continuare il trend ribassista sarebbe assicurato.


Ma torniamo all’atro punto citato all’inizio: perché il nostro mercato, così puntuale e premuroso nel realizzare minimi sempre inferiori a tutti gli altri ad ogni stormir di fronde, non ha realizzato un minimo assoluto il primo luglio?
Una risposta plausibile potrebbe essere questa: tutti i mercati hanno effettivamente realizzato minimi il 25 maggio (con la storia dell’euro e dei PIIGS), tuttavia mentre Italia, Germania ecc… sono andati a testare livelli di prezzo interessanti per nuovi acquisti, in America le «mani sante» hanno avuto paura del cedimento di quota 1040p e sono intervenute sostenendo il mercato, per poi lasciarlo andare al suo destino qualche settimana dopo, cioè in un periodo in cui non vi erano più pericoli di crack. Questo la dice lunga sull’attuale «forza» dei mercati: penso, cioè, che già dal primo luglio l’America abbia iniziato un trend al rialzo «zoppo», affaticato e… ribassista.
Cercando di leggere fra le righe degli avvenimenti degli ultimi giorni, specialmente in America, (tralascio i riferimenti per non farla troppo lunga) mi pare di capire che gi indici americani sostanzialmente non devono scendere, o comunque non lo possono fare precipitosamente. In questo contesto, trend già ribassista (da me ipotizzato) e prezzi che non possono scendere, non può che svilupparsi un trading range (negli States beninteso, perché qua da noi…).
Dal momento che il livello 1090 di S&P500 è stato finalmente superato venerdì, mi aspetto una congestione fino a ferragosto tra 1130 e 1090 (vedi il «box» descritto il 12 giugno): l’area 1130 fa riferimento al massimo del 21 giugno. Analogamente sul nostro Ftse vedrei il range tra 20600 e 21400 per le prossime 3 – 4 settimane. Ma attenzione: dopo ferragosto, forse, il mercato americano potrebbe ricevere nuovi sostegni dalle «mani sante», mentre il nostro potrebbe precipitare. Comunque oggi è presto per dirlo e sarà necessario valutare attentamente i percorsi campione verso il 20 agosto.
Proprio i percorsi si rivelano decisamente poco omogenei sui diversi mercati e questo mi fa pensare ancora che i vari mercati potranno sviluppare massimi e minimi non all’unisono nelle prossime settimane. Il percorso giornaliero si sta dimostrando molto pimpante in questo mese di luglio in quanto negli storni tende a fermarsi in fase 8, mentre nelle fasi al rialzo l’impulso tende a soffermarsi a lungo sui massimi. Il percorso settimanale del Ftsemib in fase 3 mi sembra un po’ incerto specialmente a livello di impulso, mentre sul DAX si trova in fase 7 e non promette nulla di buono: per questo ritengo che in Europa i massimi di questo periodo debbano essere raggiunti prima della fine di luglio sfruttando l’allungo del percorso giornaliero per i prossimi 3 o 4 giorni. Il percorso settimanale per lo SP500 è invece un po’ più «indietro», in fase 2, e può consentire massimi anche per il mese di agosto (sempre all’interno di quel «box» prima descritto). I percorsi mensili sono in ordine sparso, tendenzialmente al ribasso, dove spicca fase 7 per SP500, tuttavia gli impulsi sono tutti al rialzo e questo potrebbe favorire proprio quei massimi di fine mese di cui s’è detto prima.
E’ evidente ancora che con i percorsi così combinati non si va da nessuna parte per le prossime settimane ed è proprio questo dato che mi fa propendere per un trading range (di circa un ± 4% legato ai percorsi giornalieri) fino a ferragosto: solo allora, forse, i percorsi settimanali avranno deciso da che parte andare.
Oltre ai percorsi settimanali sarebbe il caso di sbirciare il MACD settimanale: quello del Ftse si è inabissato sotto la linea dello zero agli inizi di maggio, circa in area 22000, mentre sull’SP500 è leggermente sceso sotto lo zero in giugno attorno a quota 1130.


Ora il MACD sta nuovamente cercando di riconquistare il segno positivo e se vi riuscirà in agosto sarebbe un ottimo segnale di forza, mentre se dovesse nuovamente esserne respinto si aprirebbero scenari di medio periodo assolutamente da brividi: «l’ultima spiaggia», credo proprio, coinciderà con quella delle ferie estive (ovviamente per chi va al mare) e allora…
Buone ferie a tutti
Bizzi Luca
Essere o non
A dispetto della sua presentazione, questa non è una «news letter», ma un «luogo». Di quelli, tra l’altro, e come spesso piacciono a noi, un po’ fuori del comune: un luogo, infatti, in cui noi diamo e daremo volentieri spazio (ma sarebbe meglio dir «voce») a chi spazio probabilmente non ha mai avuto (o pensato di meritarsi) nell’ambito delle cosiddette «analisi di mercato». Analisi di mercato, ma non solo, perché altrimenti non si spiegherebbe né il titolo, né l’immagine che a quello fa da sfondo.
Dentro a questo nostro spazio, poi, confidiamo che ognuno possa ritrovarsi: non del tutto, ovvio, perché ognuno ha la sua storia, ma almeno in parte. Anche solo perché si tratta di un luogo non occupato, né mai occupabile, da professionisti dello scrivere (dei mercati). Ma non si tratta di un forum, di quelli finanziari di cui è piena la rete: qui, il dialogo non è con terzi, ma tra sé e sé:
«tra il proprio essere ed il proprio non essere, proprio questo è»
O forse non ancora, chissà…
Quest’avventura è cominciata con il buon Luca Bizzi, un «ingegnere» che ha partecipato ai nostri corsi e che probabilmente, quasi senz’accorgersi (e quindi senz’alcuna fatica), scrive con la propria mente un pezzo al giorno… e continua anche questa volta proprio con il «buon» Luca Bizzi. Quel che troverete qui di seguito è dedicato alle probabili prospettive di medio/breve periodo che potrebbero avanzarsi sul mercato azionario, in generale, e su quello italiano, in particolare.
Come sempre noi siamo indotti a fare il tifo per lui… anche perché, a differenza di molti, portato a cercar il senso di quel che accade non nel «dato», ma in quel che nel dato si nasconde (e che spesso si rivela molto più interessante).
Edoardo E. Macallè







