1°) NASDAQ C. – DJIA – S&P 500: NASDAQ COMPOSITE (Cls 2092): dopo avere raggiunto l’obiettivo del bear market rally – la resistenza chiave a 2500 (massimo 2535,28 il 26.04; +100% dai minimi del 9 marzo 2009 a 1265,52) – sono prevalse le vendite….
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Per le prossime settimane. La correzione in atto da fine aprile ha portato le quotazioni al di sotto dei precedenti minimi del 5 febbraio a 2100, toccando un nuovo minimo a 2061 il 1° luglio (-18,7% dai massimi del 26.04). Per le prossime sedute sono possibili rimbalzi verso l’area 2200/25, ma il rischio di ripresa delle vendite diminuirebbe solo con un ritorno delle quotazioni sopra tale resistenza; un segnale di positività per le settimane a venire si avrebbe poi sopra 2340 (prematuro), con primo obiettivo 2375/85 e a tendere la resistenza critica in area 2400/35, il cui superamento è necessario per avere un segnale convincente di stabilizzazione per i mesi a venire. La perforazione del supporto a 2025 aprirebbe spazi ad ulteriori ribassi verso forte supporto a 1925.
Volatilità implicita Vxn: 32,19. Dalla metà di aprile la volatilità ha avuto un andamento erratico tra i minimi dell’anno a ridosso di 15,50-16 e la resistenza a 20. A inizio maggio, il superamento con un forte balzo di quota 20 e quindi della resistenza critica in area 23,50-25 ha provocato un’esplosione incontrollata della volatilità, che si è spinta il 21.05 a 48,89 per poi ridiscendere in area 23,00/50. Da tale livello è iniziato un altro rialzo che ha condotto le quotazioni al test dei massimi dell’08.06 a 38.25 per poi ripiegare verso 30-32. Nuove tensioni sopra 38,25, in peggioramento sopra 40-42. Segnale distensivo sotto 29,40, con conferma sotto 27.
STRATEGIA esposizione: 200/200. Alleggerita di 50/200 a 2270 (area 2255/85). Mantenere.
DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE (Cls 9686): dopo avere raggiunto l’obiettivo del bear market rally – la resistenza chiave a 11000 (massimo a 11258,01 il 26.04; +74% dai minimo del 6 marzo 2009 a 6469,95) – sono prevalse vendite.
Per le prossime settimane. La correzione in atto da fine aprile ha portato le quotazioni al di sotto dei precedenti minimi del 5 febbraio a 9835, toccando un nuovo minimo a 9614 il 2 luglio (-14,6% dai massimi del 26.04). Per le prossime sedute sono possibili rimbalzi verso 10200/300, ma il rischio di ripresa delle vendite diminuirebbe solo con un ritorno delle quotazioni sopra tale resistenza; sopra 10300 nuovo test di 10600, il cui superamento (prematuro) è necessario per avere un segnale di rinnovata positività per le prossime settimane, con obiettivo la resistenza critica in area 10850-11000. Solo sopra 11000 si avrebbe poi un segnale convincente di stabilizzazione per i mesi a venire. La rottura del supporto a 9650 (in fase di test) aprirebbe spazio a nuovi ribassi con obiettivo il supporto critico in area 9100/280.
STRATEGIA esposizione: 200/200, alleggerita di 50/200 a 9960. Possibili acquisti (50/200) su discese in area 9150/250. Possibili vendite (25/200) su salite in area 10200/300 e quindi in area 10650/750.
S&P’s 500 (Cls 1023): dopo avere raggiunto l’obiettivo del bear market rally – la resistenza chiave a 1200 (massimo a 1219,80 il 26.04; +82,9% dai minimi del 6 marzo 2009 a 666,79) – sono prevalse vendite.
Per le prossime settimane. La correzione in atto da fine aprile ha portato le quotazioni al di sotto dei precedenti minimi del 5 febbraio a 1044, toccando un nuovo minimo a 1011 il 1° luglio (-17,1% dai massimi del 26.04). Per le prossime sedute sono possibili rimbalzi verso 1090, ma il rischio di ripresa delle vendite diminuirebbe solo con un ritorno delle quotazioni sopra tale resistenza; un segnale positivo si avrebbe poi sopra 1130 (prematuro), per un test della resistenza critica in area 1165/85, il cui superamento è necessario per avere un segnale convincente di stabilizzazione per i mesi a venire. La rottura di 1010 porterebbe al test del supporto critico a 975.
Volatilità implicita Vix: 30,12. Dalla metà di aprile la volatilità ha avuto un andamento erratico tra i minimi dell’anno a ridosso di 15,50-16 e la resistenza a 20. A inizio maggio, il superamento con un forte balzo di quota 20 e quindi della resistenza critica a 25 ha provocato un’esplosione incontrollata della volatilità, che si è spinta a 48,20 il 21.05 per poi ripiegare ad un minimo in area 22,50-23,00 il 21.06, dove è partito un nuovo movimento impulsivo che ha condotto le quotazioni al test dei massimi del 01.07 a 37,58 per poi ripiegare verso 28-30. Nuove tensioni sopra 37,60, in peggioramento sopra 41,75. Segnale distensivo sotto 27,50, con conferma sotto 25.
STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Mantenere.
2°) DJ EuroStoxx50 – FTSE/MIB
DJ EUROSTOXX50 (Cls 2508): dopo avere raggiunto l’obiettivo del bear market rally iniziato nel marzo 2009, testando per due volte (l’11.01 ed il 16.04) la soglia psicologica di resistenza a quota 3000 – marginalmente perforata, max l’11.01 a 3044,37; +72,4% dai min. del 9 marzo 2009 a 1765,49 – sono prevalse le vendite.
Per le prossime settimane. La correzione in atto da metà aprile ha portato le quotazioni al di sotto dei precedenti minimi dell’8 febbraio a 2618, toccando un nuovo minimo a 2448 il 25 maggio (-19,6% dai massimi del 16.04). Nelle ultime settimane, dopo un rimbalzo esauritosi a ridosso della resistenza a 2800, testata il 21 giugno, sono riprese le vendite che hanno riportato le quotazioni verso i minimi. Per le prossime sedute sono possibili rimbalzi verso 2670-2700, ma il rischio di ripresa delle vendite diminuirebbe solo con un ritorno delle quotazioni sopra tale resistenza, per un nuovo test di 2800, il cui superamento (prematuro) è necessario per avere un segnale rialzista affidabile per le settimane a venire, con primo obiettivo area 2950/60 e a tendere i massimi in area 3025/45. La perforazione dei minimi in area 2450/70 provocherebbe invece una discesa in accelerazione verso 2360, con estensioni verso il supporto critico costituito dai minimi del luglio 2009 in area 2260/80.
STRATEGIA esposizione: 200/200; alleggerita di 50/200 a 2485. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 2350/80 e quindi (50/200) in area 2260/90.
FTSE/MIB (Cls 18849): dai massimi dell’anno, toccati l’11 gennaio a 24059, è iniziato un movimento correttivo con un minimo a 20465 l’8 febbraio, seguito da una risalita esauritasi a ridosso della resistenza a 23600 testata il 15 aprile. Sono quindi riprese le vendite, con un nuovo minimo a 18044 il 25 maggio.
Per le prossime settimane. Nell’ultimo mese, dopo un rimbalzo esauritosi in corrispondenza della forte resistenza in area 21000/300, sono riprese le vendite, che hanno respinto le quotazioni verso 18800. Per le prossime sedute sono possibili rimbalzi verso 20150, il cui superamento farebbe diminuire le pressioni ribassiste e riproporrebbe il test della resistenza in area 21000/300. Sopra tale resistenza (prematuro) si avrebbe un segnale rialzista affidabile per le prossime settimane, con obiettivo la resistenza critica in area 22000/500, il cui superamento è necessario per avere un segnale convincente di stabilizzazione per i mesi a venire. Le vendite riprenderebbero al di sotto di 18800, con primo obiettivo 18380 e quindi il forte supporto a 18000: sotto tale livello (prematuro) si avrebbe un’estensione verso il supporto critico costituito dai minimi del luglio 2009 a ridosso di 17625.
STRATEGIA esposizione: 200/200, alleggerita di 25/200 a 18340. Possibili acquisti (50/200) su discese in area 17500/800. Possibili vendite (50/200) su salite in area 20900-21200.
3°) NIKKEY225 (Cls 9338): dai massimi di inizio aprile a ridosso di quota 11400, è iniziato un veloce movimento correttivo che si è spinto verso il supporto psicologico a quota 9000, testato nelle ultime sedute.
Per le prossime settimane. Sono possibili dei rimbalzi verso la resistenza in area 9600/800, il cui superamento allenterebbe le pressioni ribassiste. Il superamento della forte resistenza in area 10000/250 (prematuro) proporrebbe poi il test dei massimi dell’11 maggio a ridosso di 10650, il cui superamento è necessario per avere un segnale convincente di stabilizzazione per i mesi a venire. La perforazione di 9000 (prematuro) darebbe invece un segnale di prosecuzione delle vendite, con obiettivo i minimi dell’aprile 2009 in area 8500/600.
STRATEGIA esposizione: 200/200, alleggerita di 50/200 a 9520. Possibili acquisti (50/200) su discese in area 8550/650. Possibili vendite (25/200) su salite in area 10200/400 e quindi (50/200) in area 10600/800.
4°) CAMBI: EURUSD – USDJPY – EURJPY
EurUsd (PC 1,2589): dal massimo di periodo del 26.11.2009 a 1,5145 il cambio ha invertito tendenza, iniziando un profondo movimento correttivo, con un’accelerazione ribassista dopo la rottura del supporto psicologico a ridosso di 1,3000 ad inizio del mese di maggio. La discesa si è spinta fino a toccare un minimo a 1,1876 il 07 giugno (-25,9% rispetto al massimo storico a 1,6038 del 15 luglio 2008). Nelle ultime settimane il cambio si è riportato in area 1,2500-1,2600.
Per le prossime settimane. È possibile una prosecuzione del rimbalzo in atto verso 1,2675 e quindi a testare 1,2800, ma fintantoché il cambio staziona al di sotto di quest’ultima resistenza il tono di fondo rimane debole; il rimbalzo perderebbe spinta sotto 1,2400 e le vendite riprenderebbero al di sotto di 1,2200, con conferma alla rottura di 1,2000, per un nuovo test del minimo a 1,1877. L’obiettivo della discesa in atto è il supporto chiave in area 1,1640-1,1800, dove dovrebbero riprendere gli acquisti (la perforazione di tale supporto avrebbe però implicazioni fortemente ribassiste per l’euro, con primo obiettivo importante 1,1100). Un segnale positivo per le prossime settimane si avrebbe sopra 1,2800 (prematuro), ma una stabilizzazione convincente per i prossimi mesi richiede un assestamento sopra la resistenza critica a 1,3000 (poco probabile).
STRATEGIA esposizione: 200/200, Incrementata di 25/200 a 1,2000 (area 1,1980-1,2020). Mantenere.
UsdJpy (PC 87,94): dai minimi del 27.11.2009 a 84,83 (sui livelli del 1995; minimo storico aprile 1995 a 79,75), il cambio ha messo a segno un rimbalzo toccando un nuovo massimo 2010 a ridosso di 95 ad inizio di maggio. Sono quindi riprese le vendite con un nuovo scivolone nelle ultime sedute a testare il forte supporto a 87.
Per le prossime settimane. La rottura di quota 90 fornisce un segnale di rinnovata debolezza. Eventuali rimbalzi incontrano una forte resistenza in area 90-91. La perforazione di 87 fornirebbe un nuovo impulso ribassista a testare i minimi del novembre 2009 a 84,83, sotto cui (prematuro) il cambio sarebbe proiettato, nei mesi a venire, verso il minimo storico dell’aprile 1995 a 79,75. Un segnale rialzista per i prossimi mesi si avrebbe solo al superamento della forte resistenza a 95 (poco probabile).
STRATEGIA esposizione: 250/200, invariata. Possibili vendite (50/200) su salite in area 90,25/75.
EurJpy (PC 110,75): dal massimo dell’11 gennaio a 134,38, il cross è sceso con un’accelerazione ribassista nelle ultime settimane toccando un nuovo minimo per l’anno il 29 giugno a 107,32 (-36,8% rispetto al max storico del 23 luglio 2008 a 169,95).
Per le prossime settimane. Il tono rimane debole/laterale: un segnale di rimbalzo si avrebbe al superamento di 112,10, con conferma sopra la resistenza a 115 (prematuro) ed obiettivo l’area 119,25-120; finché il cross rimane al di sotto di tale resistenza il quadro tecnico rimane comunque molto debole. Le vendite riprenderebbero sotto 107,30, con obiettivo 105 e quindi il supporto critico a 100.
STRATEGIA esposizione: 250/200, invariata. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 103,25/75 e quindi in area 100,00/50. Possibili vendite (25/200) su salite in area 113,80-114,30 e quindi (50/200) in area 117,25/75.
SENTIMENT DEL MERCATO
Prosegue la fase negativa dell’azionario, con i principali indici occidentali che toccano nuovi minimi per l’anno. Il rimbalzo dell’euro contro dollaro toglie un po’ di pressione sulle Borse dell’area euro, che riducono la sottoperformance da inizio anno rispetto alla Borsa Usa. Prosegue la sovraperformance di molti Paesi emergenti, che oltre a fare meglio nelle fasi rialziste dimostrano di godere di maggiore tenuta anche nelle fasi ribassiste (per es. India, Turchia).
Alcune considerazioni:
1) si conferma l’esaurimento del grande movimento di bear market rally iniziato nel marzo del 2009 e conclusosi nel corso del mese di aprile di quest’anno al raggiungimento degli obiettivi indicati (cioè i livelli del settembre 2008, precedenti al fallimento di Lehman). Il rialzo era stato causato prevalentemente dall’enorme liquidità immessa forzatamente nel sistema dalle Banche Centrali, più che da concrete speranze di una veloce ripresa del ciclo economico.
2) Le politiche monetarie rimangono espansive ma il picco della liquidità è oramai alle nostre spalle. Le Borse, come anche le commodities, non potranno più beneficiare dell’effetto liquidità, ma dipenderanno esclusivamente dalle attese circa l’evoluzione del ciclo economico. Prosegue comunque la correlazione tra azioni e commodities.
3) Le politiche fiscali stanno passando da espansive a restrittive. I governi hanno gestito la prima fase della crisi finanziaria-economica allargando i cordoni della borsa, con “aiuti” di vario tipo (settore auto e finanziario in specie). Siccome però i governi non possono creare ricchezza ma soltanto distribuirla tra settori, classi sociali e generazioni, le fragilità dei conti pubblici sono diventate oggetto dell’attenzione della speculazione internazionale (pensiamo agli attacchi contro l’euro degli ultimi mesi), costringendo i governi a invertire tendenza. Alzare le tasse in questo momento, come sta accadendo in Europa, appare assolutamente controproducente per un’economia che sta appena dando i primi timidi segnali di risveglio.
4) Quali sono i rischi di uno scenario di questo tipo? Il rischio più concreto è che si archivi il 2009 come una sorta di “estate di san Martino”, e che la crisi prosegua per altri 2-3 anni. La preoccupazione rimane quella di un avvitamento del sistema economico in una spirale deflazionistico-recessiva, che rievoca la “sindrome giapponese”. Uno scenario ovviamente sfavorevole all’investimento azionario.
5) Se la “collettivizzazione delle perdite” sui contribuenti attraverso la leva fiscale non sarà sufficiente non si possono però escludere, in un secondo momento, tentazioni di uscire dall’impasse facendo ricorso all’inflazione, che agirebbe in funzione di “svalutazione” del debito. Mentre per i prossimi mesi lo scenario deflazionistico manterrà i tassi schiacciati sui minimi sostenendo così la bolla dell’obbligazionario, non si può escludere una seconda fase in cui una veloce ripresa dell’inflazione farà scendere drasticamente i corsi obbligazionari e lievitare invece gli asset “fisici”, dalle commodities allo stesso settore immobiliare che rimane per il momento ancora a rischio di ulteriori discese.
6) Un discorso a parte meritano i Paesi emergenti (sempre meno “emergenti” e sempre più “emersi” a dire la verità) che possono contare su una popolazione giovane e sempre più scolarizzata, sul possesso di materie prime e su situazioni patrimoniali-finanziarie decisamente più solide di quelle che avevano negli anni ’90. Oltre a essere più dinamici iniziano ad essere anche più sicuri di molti Paesi del vecchio mondo.
7) L’Europa rimane l’area geografica meno dinamica. Le contraddizioni interne del modello di welfare dei Paesi europei, già evidenti 20 anni orsono, vengono ora esacerbate dall’autunno demografico in cui sta scivolando il vecchio mondo.
L’invecchiamento della popolazione creerà problemi crescenti di sanità e pensioni, i cui costi peseranno sulle dinamiche dell’economia (e quindi sulle prospettive dei listini azionari). La camicia di forza dell’euro, mentre aiuta i conti pubblici, acuisce le differenze infra-area, in cui si allarga il divario tra i Paesi più solidi e competitivi rispetto agli altri (tra Germania e Grecia il gap è impressionante).
8) Graficamente i mercati borsistici occidentali sono inseriti in un bear market “generazionale”, iniziato nell’anno 2000. Storicamente questi cicli tendono a durare circa 20 anni. Siamo a metà strada? Non ci sono strumenti per dare risposte sicure, però questo è un argomento in più a favore di un’allocazione crescente a favore dei Paesi emergenti, in prospettiva strategica.
Analisi Montly
Autore: Maurizio Milano
Fonte: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella
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Fonte: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella







