Jason Hommel è uno dei più stimati commentatori del mercato dell’argento. Pochi giorni fa ha pubblicato l’articolo, «La saggezza di non far niente», che giustifica la ritrosia di molti concessionari…
minerali nel «coltivare» le loro miniere.
Infatti Hommel ricorda a tutti i suoi abbonati, sul sito silverstockreport.com, che la scelta migliore che può essere presa dai possessori di miniere d’argento è mantenerle chiuse. Infatti quale valida giustificazione economica può essere addotta nelrestrarre un metallo che attualmente risulta sui minimi di potere d’acquisto degli ultimi 600 anni? Perché, si chiede Hommel, intraprendere gli scavi, estrarre il minerale, raffinarlo e venderlo per guadagnare mediamente un 10% quando, attendendo tempi migliori, i prezzi di estrazione (fissi) potranno essere facilmente assorbiti da quotazioni parabolicamente superiori? Con conseguente incremento esponenziale dei profitti. Secondo Hommel un’ottantina di società minerarie preferisce temporeggiare.
Mentre gli Stati proseguono nello stampare biglietti di carta per stratosferici ammontari di miliardi di dollari spendendo pochi dollari per la carta utilizzata, chi possiede l’argento nel sottosuolo può sedersi e attendere. Noi sposiamo la tesi di Hommel ricordando che da un paio di anni circola l’analisi effettuata dallo Us Geologica! Survey sull’argento.
La prestigiosa compagnia statunitense ha dichiarato che tra una ventina d’anni non ci sarà più argento disponibi-le sul mercato a questi prezzi. Meglio perciò tesaurizzarlo, come consiglia Hommel, evitandone ora l’estrazione. Tra una decina d’anni la legge della domanda e dell’offerta premierà chi attualmente opta per non far niente.
Autore: Gianluigi Raimondi
Fonte: Borsa e Finanza del 8 maggio 2010









