La débàcle della Grecia e degli altri cosiddetti «Pigs» ha portato a un decoupling tra Europa e Stati Uniti. Numeri alla mano da inizio anno l’indice Dow Jones Eurostoxx 50, paniere di riferimento per il….
mercato azionario del Vecchio Continente, ha accusato una discesa prossima al 4,5%, mentre al di là dell’Atlantico TS&P500 ha messo a segno un rialzo di circa l’8 per cento. Una performance che, oltretutto, se calcolata in euro sale a più del 16 per cento.
Un vero e proprio affare quindi per quanti hanno puntato su Wall Street, piuttosto che sui listini dell’Eurozona, che ha buone chance per ripetersi anche nel futuro prossimo vista l’attuale situazione estremamente precaria dell’economia di una parte dell’Europa e la crescente speculazione ribassista sulle sue Borse. Non solo. Dall’analisi della volatilità media relativa alle ultime due settimane risulta che i listini di Wall Street sono meno rischiosi, mostrando valori inferiori, di quelli europei. Per sfruttare questo scenario, a Piazza Af-fari sono disponibili, nel complesso, 20 Etf strutturati sugli indici d’oltreoceano.
Si va dai più «semplici», che replicano linearmente l’andamento dei panieri più noti al grande pubblico come FS&P500, il Dow Jones Industriai e il Nasdaq 100, a quelli legati a indici dimensionali quali il Morgan Stanley (Msci) Large Cap, il Fise Rafi Us 1.000, il Russell 1.000 Large Cap e il Russell 2.000 Small Cap. Passando poi per strutture più complesse come l’Amundi Leveraged Msci Us (codice Isin FR0010755611, commissioni totali annue 0,35%) e il Db-X-Trackers S&P 500 2x Lev (Isin LU0411078552, commissioni 0,60%) che danno la possibilità di amplificare i potenziali rialzi (ma anche le possibili correzioni) dei panieri sottostanti.
In termini assoluti, il prodotto più scambiato nell’ultimo mese di contrattazioni è stato l’Etf emesso da iShares sull’indice S&P500 (Isin IE0031442068) che comporta una commissione annua totale dello 0,40 per cento. Molto gettonato, nello stesso periodo di riferimento, pure l’Etf di Lyxor legato al Nasdaq 100 (Isin FR0007063177 e commissioni dello 0,30%) e il Powershare Eqqq (Isin IE0032077012, commissioni 0,27%), anch’esso strutturato sulla base del Nasdaq 100. Nelle ultime 30 sedute il primo gradino del podio in termini di performance con un balzo di oltre l’8% l’ha conquistato l’Etfx Russell 2.000 Us Small Cap, mentre il peggiore, ma comunque con una performance positiva superiore al 2%, è stato l’Easy Etf S&P 100 (Isin FR0010616300, commissioni 0,30%).
In alternativa agli Etf, sul mercato Sedex di Borsa Italiana gli investitori hanno a disposizione, tra certificati di tipo investment e benchmark e covered warrant, strumenti sull’S&P 500,21 sul Dow Jones Industriai e 26 sul Nasdaq 100. Lasciando i covered warrant e i certificati con strutture particolari ai trader più esperti e smaliziati, all’investitore con una media restano 21 certificati a capitale protetto, parzialmente protetto e non protetto sulTS&PSOO, uno sul Dow Jones e tre strutturati sul Nasdaq 100.
Autore: Gianluigi Raimondi
Fonte: Borsa e Finanza del 1 maggio 2010









