RAME

Rame a 8.000, ma col fiatone


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I prezzi sono tornati ai livelli dell’agosto del 2008 in scia al calo delle scorte e ai rumor di un taglio degli investimenti in Cile. L’ipercomprato incombe….

«Per quest’anno prevediamo un sostanziale equilibrio tra domanda e offerta globale, ma nel 2011 il mercato dovrà fare i conti con un risveglio della richiesta europea e americana che si sommerà a quella asiatica, mai sopita».

Questa la stima sull’andamento dei fondamentali del rame di Andrew Harding responsabile delle divisione cuprifera di Rio Tinto, big anglo-australiana del settore minerario. Nel frattempo, tuttavia, le quotazioni del metallo sono già balzate a ridosso delle soglia tecnica e psicologica degli 8.000 dollari per tonnellata, un livello che non toccavano dall’agosto del 2008.

Un movimento in parte giustificato dal fatto che le scorte ufficiali depositate nei magazzini dell’Lme sono diminuite nelle ultime 30 sedute di quasi il 6% a poco più di 512.000 tonnellate e in parte dai rumor che, a causa del terremoto, il governo cileno potrebbe rivedere il piano di investimento pensato per Codelco, maggior produttore mondiale di rame. E la cifra in gioco ammonterebbe a circa 10 miliardi di dollari, un vero e proprio colpo di grazia per l’incremento dell’output previsto che avrebbe dovuto sostenere il potenziale futuro balzo della domanda. Attenzione però: «Almeno in ottica di breve termine – avverte Michael Palatiello, strategist di Wings Partners – l’ipercomprato tecnico che caratterizza ormai da troppo tempo il trend del rame potrebbe innescare una prossima correzione dei prezzi». Non solo.

«Nelle ultime sedute – fa notare Michael K Smith, presidente di T&K Futures & Options – si è assistito a un eccessivo indebolimento della correlazione inversa che lega il trend del rame a quello del dollaro». E tornando poi ai fondamentali, alla Borsa Londra si è ‘assistito a un incremento dei cosidetti cancelled warrants (lotti di materiale già marcati per il ritiro).

Una situazione che ridimensiona Il calo delle scorte.

Autore: Gianluigi Raimondi

Fonte: Borsa e Finanza del 10 aprile 2010

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