Il dopo terremoto rappresenta un’occasione importante per il Cile. Almeno secondo gli analisti di Barclays. Che prospettano uno sforzo da ricostruzione che spingerà l’economia del Paese ben al di sopra del tasso di crescita medio previsto per l’area. «Le prime stime dei danni alle ….
infrastrutture – spiega Jimena Zuniga del team Emerging Markets della banca inglese – sono nell’ordine di 20-30 miliardi dì dollari, pari al 12-18% del Pii 2009 del Paese». E, anche se il governo non ha ancora svelato i piani del finanziamento della ricostruzione, ha indicato un target di 9,3 miliardi di dollari -pari al 6% del prodotto interno lordo – di fondi pubblici per i prossimi quattro anni.
Cui sì aggiungono i 4-8 miliardi di dollari che dovrebbero arrivare dalle compagnie di riassicurazione. Denaro che dovrebbe quindi riaccendere l’economia e la domanda interna.
Tutti fenomeni, peraltro, che darebbero nuova forza al peso cileno (Cip) che dagli attuali livelli di 520-530 contro dollaro Usa, potrebbe rivalutarsi fino a quota 500. Intanto l’economia sembra crescere anche senza «aiuti»: nel 2009 l’incremento del Pii è stato del 2,1%, con un livello di inflazione che a febbraio non superava lo 0,3% e un tasso di disoccupazione all’8,5 per cento.
Positiva anche la Borsa: l’indice Ipsa delle 40 maggiori azioni cilene, da inizio anno ha guadagnato il 7% (+10% se considerato in euro), con costruzioni, finanziari e immobiliari a trainare il listino.
Socovesa e Salfacorp, gruppi di ingegneria edilizia, sono saliti di oltre il 30%, mentre Banco de Credito e inversion e l’altro istituto di credito, Sm-Chile, di oltre il 25 per cento.
A questi si aggiungono l’immobiliare Parque Arauco, che da inizio anno ha guadagnato il 25% e l’alimentare Cencosud (+22 per cento). Per investire sulla Borsa cilena, insieme al-le altre del Sud America, sono disponibili tre Etf (emessi da Db, iShares e Lyxor) che hanno come sottostante l’indice Msci Latin America.
Autore: Massimiliano Malandra
Fonte: Borsa e Finanza del 10 aprile 2010









