Secondo David Field, gestore di Carmignac, la Cina è ancora il Paese chiave che spingerà al rialzo, nel medio termine, i metalli industriali e preziosi…
«Rame, minerale di ferro, carbone e oro». Queste le commodity su cui punta specialmente David Field, gestore di Carmignac. Che spiega: «Lo sviluppo economico in Cina, che nel comparto delle materie prime resta il principale driver visto che la domanda è già tornata ai livelli precrisi, è paragonabile a quello del Giappone negli anni ’60, ma con una popolazione dieci volte superiore». Sul mercato del rame – secondo la società di asset management francese -la richiesta della Cina è arrivata a pesare per circa il 47% sul totale della domanda, che nei prossimi 25 anni si stima possa crescere a livello globale per un quantitativo pari all’intera produzione dal 1900 a oggi. Nel frattempo, sul lato dell’offerta si deve fare i conti con una flessione di oltre il 50% della crescita della capacità produttiva e nonostante l’aumento della spesa per l’esplorazione le scoperte di nuovi depositi stanno diminuendo. Uno scenario che spingerà ulteriormente al rialzo i prezzi.
«Per quanto riguarda il minerale di ferro – afferma Field – le quotazioni restano sotto pressione essenzialmente per due fattori: la sorta di cartello creato dalle principali compagnie minerarie (Bhp Billiton, Vale, Rio Tinto controllano il 79% del mercato) e la crescita della domanda di acciaio, specie in Cina, che già pesa il 47% sulla domanda complessiva». E la Cina è la chiave di volta anche per il carbone: «Dallo scorso anno – sostiene il gestore di Carmignac – Pechino, nell’intento di chiudere le miniere nazionali non a norma e più pericolose, è diventato un importatore netto di questa commodity». Infine, ultimo ma non certo per importanza, l’oro, secondo Field, è destinato a salire ancora in scia alla crescente domanda di asset che proteggano dai rischi geopolitici e di un aumento dell’inflazione, e al potenziale incremento delle riserve auree nei Paesi emergenti.
Nel fondo Carmignac Commodities, gestito da Field senza limiti di capitalizzazione, questa situazione operativamente si traduce puntando su titoli quali la svizzera Xstrata (rame e carbone), la statunitense Cliff Resources (minerale di ferro) e la sudafricana Rand GoJd (oro).
Autore: Gianluigi Raimondi
Fonte: Borsa e Finanza del 2 aprile 2010









