L’impostazione dell’asset allocation è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di incremento del capitale. Le variabili da tenere sotto controllo….
Per raggiungere determinati obiettivi è fondamentale impostare in modo corretto il portafoglio. In questa primo appuntamento viene posto l’accento sulle logiche di costruzione delle tre asset allocation. Il portafoglio prudente è stato creato in modo da minimizzare il rischio, cercando di mantenere una volatilità molto bassa. Viene inserito un 10% di azionario America in quanto questo è mercato storicamente più difensivo degli altri. Per quel che riguarda la componente obbligazionaria buona parte è stata investita su un obbligazionario governativo euro, con duration media allo scopo di contenere il rischio. Nel portafoglio medio è presente un 12% circa di azionario America e un 15% circa sul Nasdaq per puntare sulle aziende tecnologiche Usa, che risultano meno indebitate in questo momento di difficile accesso al credito. La componente obbligazionaria è stata investita su un obbligazionario governativo euro con duration media per contenere il rischio; si aggiungono un corporate area euro e uno area dollaro per sfruttare le possibili opportunità implicite nel debito societario delle due aree geografiche. Un 10% è destinato a uno strumento monetario in chiave tattica. Nel portafoglio aggressivo, infine, l’azionario pesa al 66% e risulta diviso tra un 12% circa di azionario America, un 15% circa sul Nasdaq, per puntare sulle aziende tecnologiche, un 18% del portafoglio azionario è destinato ai Paesi emergenti che esprimono le migliori possibilità di crescita risultando, altresì, meno indebitati dei Paesi sviluppati e alla quale si accompagnala crescita della domanda interna che regge nonostante la crisi globale . In un’ottica di lungo periodo vengono inserite due posizioni satellite sui mercati di frontiera (che comprendono tra gli altri Emirati Arabi, Kuwait, Nigeria, Marocco, Pakistan, ecc.) e sull’energia rinnovabile. La performance della parte obbligazionaria è ricercata con le componenti corporate Usa e debito Paesi emergenti che pur avendo volatilità più alta offrono ancora spazi di crescita.
A cura di: Free&Partners
Fonte: Borsa e Finanza del 6 marzo 2010









