George Soros ha puntato duramente sul metallo giallo.
Nel quarto trimestre ha…
raddoppiato il suo impegno sull’Etf Spdr Gold portando il suo investimento a 663 milioni di dollari.
Questo Etf controlla ormai oltre 1.100 tonnellate di oro. Soros rappresenta l’investitore più importante, surclassando la China Investment che ha acquistato quote per «soli» 155 milioni. Greg Hunter, su UsaWatchdog.com, non riesce perciò a comprendere la frase recentemente riportata sulla stampa finanziaria pronunciata da Soros: «The ultimate bubble is in gold».
Come si giustifica un’assurdità così macroscopica con l’investitore che sconsiglia l’acquisto di oro, definito in bolla speculativa, su cui poche settimane fa ha raddoppiato la sua scommessa? Hunter maliziosamente pensa che Soros debba ancora incrementare i suoi acquisti. Per tali ragioni preferisce emettere giudizi negativi. Nessun rastrellatore di metallo ancora intenzionato ad aumentare il suo possesso potrebbe infatti sbandierare a tutto il mondo la necessità di suoi prossimi acquisti.
L’oro nel frattempo ha reagito positivamente al doppio colpo ricevuto nelle scorse sedute.
La decisione dell’Fmi di liquidare le residue 190 tonnellate non rappresenta infatti una novità.
Si sa che prima o poi questa quantità verrà venduta e il mercato ha reagito all’annuncio con una mini-flessione subito recuperata. Stessa sorte per la comunicazione del mini-rialzo dei tassi Usa. L’effetto è stato ancora una volta una discesa, per poche ore, del 2% subito recuperata.
Nel frattempo l’ascesa del della ro facilitava i nuovi massimi in euro dell’oro.
Chi desidera seguire Soros deve perciò basarsi su quanto effettivamente fa sul mercato, non su quanto dice.
Autore: Guido Bellosta
Fonte: Borsa e Finanza del 27 febbraio 2010









