Le condizioni meteo Usa, il possibile stop all’export dall’Argentina e la fiacchezza del dollaro hanno fatto balzare i future sui bovini e quelli sulle carni suine….
Le carni tornano a ingolosire i trader. In settimana al Chicago Mercantile Exchange il future sul bestiame vivo (bovini) ha superato la soglia tecnica e psicologica dei 90 centesimi di dollari per libbra balzando al top degli ultimi 15 mesi e, sulla stessa piazza, il derivato strutturato sulla carne suina ha oltrepassato quota 70 segnando il massimo da fine gennaio.
Diversi i fattori che hanno contribuito a spingere i corsi. A cominciare dalle pessime condizioni meteo in Nord America, specie nello stato del Nebraska, che hanno interrotto le forniture di mangimi e ridotto la macellazione. In Argentina poi, secondo una serie di rumor, il governo potrebbe a breve vietare l’export di carne per tentare di fare diminuire i prezzi nazionali (al dettaglio e all’ingrosso) e contenere così il tasso di inflazione, attualmente pari all’8,20 per cento. Una situazione che potrebbe provocare non poche tensioni sul lato dell’offerta visto che il Paese sudamericano è tra i big mondiali dell’allevamento di bestiame.
Ultimo elemento, ma non certo per importanza, che ha favorito la speculazione su tutte le materie prime è l’indebolimento del biglietto verde, tornato a testare quota 1,38 nel cambio contro euro. Per sfruttare un ulteriore potenziale allungo delle quotazioni della carne bovina e suina sul mercato Etf Plus di Borsa Italiana sono disponibili due Etc emessi da Etf securities con commissioni annue totali dello 0,54 per cento.
I rispettivi codici Isin sono GBOOB15KY096 e GBOOB15KXZ70. In alternativa, i principali broker ordine attivi in Italia offrono la possibilità di operare direttamente sui future «live cattle» e «lean hog», queste le denominazioni negli Usa dei due contratti in esame, con margini minimi rispettivi di 1.100 e 1.500 euro. Per entrambi il valore di ogni singolo tick è pari a 10 dollari.
Autore: Gianluigi Raimondi
Fonte: Borsa e Finanza del 20 febbraio 2010









