GIORNALE SOLDI

I fondi e gli Etf per creare l’asset allocation del 2010


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Pedone (Consultique): «Più Spazio a Europa e America»
Marcialis (MC Gestioni): «Occhio al colpo di coda della crisi» ….

«Considerando l’importante recupero del 2009 è difficile pensare che i mercati possano continuare a crescere con la stessa velocità. Questo non vuoi dire che il 2010 sarà un anno negativo, ma sicuramente conviene costruire il proprio portafoglio non solo in un’ottica di guadagno, ma anche di difesa».

È l’opinione di Raimondo Marcialis, direttore generale di Me Gestioni, che aggiunge: «È presto per dire che siamo fuori dal tunnel. Sul fronte dell’economia reale esistono ancora dei rischi e la crisi potrebbe essere più lunga di quanto previsto dai mercati finanziari.

A questo poi bisogna aggiungere i valori piuttosto elevati raggiunti dai mercati obbligazionari e dalle piazze emergenti. Ecco spiegato, dunque, il perché di un approccio difensivo al nuovo anno». Certo, nella costruzione di un portafoglio prudente non si può prescindere dall’inserire la componente azionaria.

«Ma bisogna evitare di concentrare il grosso dell’asset allocation sui mercati emergenti -continua Marcialis – Se da un lato è vero che in caso di ripresa saranno proprio le aree in via di sviluppo a fare la differenza in termini di performance, dall’altro è altrettanto vero che se ci sarà un colpo di coda della crisi gli emergenti daranno rendimenti peggiori rispetto ai Paesi core. Dal nostro punto di vista, dunque, conviene privilegiare l’America, coprendosi dal rischio di cambio, e l’Europa, con un occhio particolare alla Germania. Sulla par-te obbligazionaria, invece – aggiunge – l’investimento dovrebbe essere formato da una componente significativa a tasso breve e da titoli inflation linked per difendersi da un possibile scoppio dell’inflazione.
Minoritaria la parte dedicata ai corpora-te, che hanno già corso tanto». E per il fai da te è consigliabile costruire l’asset allocation con fondi, Effe titoli di Stato.
Partendo da questi presupposti, Consultique ha elaborato per TuttoFondi due portafogli tipo per il 2010 (vedere le tabelle in pagina): uno prudente (25% equity, 70% obbligazioni e 5% materie prime) e uno dal profilo di rischio bilanciato (45% azioni, 50% bond e 5% commodity). «In entrambi i portafogli -spiega Giovanni Pedone, analista area risparmio gestito di Consultique – oltre ad azioni e bond abbia-mo deciso di inserire anche la componente commodity, in quanto migliora la frontiera di efficienza. E le nostre scelte sono ricadute sul Db Liquid Commodity Optimum Yield Balanced e sull’Etfs Physical Pm Basket.

Per il resto, l’asset allocation è stata costruita attraverso una diversificazione tra fondi ed Etf, con i primi più utilizzati nella parte azionaria». Analizzando il portafoglio prudente è possibile notare come, con riferimento all’equity, il peso maggiore sia stato dedicato in ordine di importanza all’Europa, seguita dall’America e da temi globali quali l’energia rinnovabile e l’agribusiness. In ultima posizione, invece, l’area emergenti, con una quota del 5,5 per cento. «Anche se – fa notare Pedone – in realtà l’America ha un peso maggiore, considerando che nei fondi globali Jb Energy Transition e Dws Invest Global Agribusiness c’è una grossa preponderanza di Usa, circa il 50%». Per quanto riguarda la parte obbligazionaria, invece, sono stati privilegiati soprattutto i titoli governativi, con un leggero sovrappeso del tasso variabile rispetto al fisso.

«E a differenza dell’equity – conclude Pedone – nella componente bond abbiamo dato più spazio agli Etf. L’unica sicav, a gestione attiva, è stata inserita tra i prodotti corporate a tasso fisso». Il portafoglio bilanciato, infine, si differenzia da quello prudente per una maggiore diversificazione all’interno delle varie categorie d’investimento. Cosi, nell’equity è stato aggiunto un po’ di rischio in più in termini di settori e Paesi, mentre nella componente obbligazionaria è stato ridotto il peso delle obbligazioni corporate, in virtù proprio del maggiore rischio implicito della parte azionaria.

Fonte: Borsa e Finanza del 16 gennaio 2010

Autore: Gabriele Petrucciani

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