Rischio prezzi sull’Alluminio

Palatiello (Wings): «Scorte ai massimi, ma è solo apparenza». A breve si riverseranno sul mercato, con domanda in calo ma produzione inalterata …..


«Le scorte di alluminio vicine massimi di sempre? Ci sono ma non esistono. È tutta apparenza finanziaria». Michael Palatiello, strategist di Wings Partners non ha dubbi.

E lancia un allarme metallo, destinato a rimanere in surplus di offerta per i prossimi 12-24 mesi. «Dal 2008 e fino a febbraio di quest’anno operatori finanziari e produtto-ri hanno approfittato dei bassi tassi di interesse sul dollaro e della situazione di contango (i prezzi su scadenze più lontane sono più elevati di quelli a pronti, ndr) per acquistare alluminio cash, che allora valeva circa 1.600 dollari per tonnellata e rivenderlo a termine, con un utile di circa 100-120 dollari a tonnellata.

Per questo dico che le scorte accumulate nei magazzini dell’Lme non sono vere: in realtà si tratta di metallo accumulato ma in pratica già venduto, quindi non disponibile». Ora il «giochetto» è finito dato che le quotazioni dell’alluminio a pronti sono salite a 2.000 dollari, così come i costi di immagazzinamento all’Lme, e infine anche il contango è affievolito. «A questo punto occorre fare due conti – interviene Palatiello – Si calcola che il 90% delle 4,5 milioni di tonnellate di scorte siano legate a queste operazioni finanziarie che hanno in genere durata di 12 mesi e quindi scadranno a inizio 2010. Visti i prezzi, i contratti non verranno rinnovati e quindi questo stock si riverserà sul mercato.

Poi va considerato che presso i produttori giace circa un altro milione di tonnellate di alluminio e un’analoga quantità è la scorta strategica cinese. E ancora: a differenza di altri metalli, la capacità produttiva non si è ridimensionata dato che l’operazione finanziaria la rendeva comunque attraente.

Al contrario, la domanda è scesa; -20% nel primo semestre e -11% il calo complessivo nel 2009. Insomma, il surplus è evidente – conclude Palatiello – e le condizioni per una discesa dei prezzi ci sono proprio tutte».

Fonte: Borsa e Finanza del 21 novembre 2009

Autore: Massimiliano Malandra