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Crescono le Sgr a «tema»


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Diversi gli strumenti che puntano sui megatrend. Cattapan (Consultique): «L’Etf è sempre il più economico, ma il fondo è da preferire». Di Patrizi (Pictet): «n futuro è nell’agricoltura»…..


Non solo fondi. Ma anche Etf e certificati. Gli strumenti cosiddetti «tematici» si stanno diffondendo a macchia d’olio, così come le società di gestione specializzate in questa nicchia di mercato. Per fare qualche esempio, a marzo 2009 Raiffeisen ha lanciato sul mercato due fondi a tema, il Raiffeisen Clean Tecnology e il Future Resources, mentre ne-gli ultimi giorni Pictet, tra gli asset manager più attivi in questo settore, ha portato in Italia il Pf Agriculture.

E ancora, entro la fine dell’anno Credit Suisse, che di recente ha debuttato sul mercato EtfPlus con 17 Exchange traded fund, potrebbe ampliare la sua offerta con dei prodotti tematici che andranno ad aggiungersi ai 18 Etf a tema già quotati a Piazza Affari. Insomma, investire nell’energia pulita, nell’acqua, nel legno e in tanti altri settori sta diventando sempre più facile. «Ma attenzione – commenta a B&F Luca Di Patrizi, country head in Italia di Pictet – Non confondiamo i fondi tematici con i settoriali. Questi ultimi, infatti, sono nella maggior parte dei casi prodotti a gestio-ne passiva che seguono un determinato indice.

I fondi tematici, invece, individuano dei mega trend strutturali di lungo periodo e attraverso una gestione attiva vanno a caccia di società capaci di creare valore nel tempo». Ma come si sono comportati i «tematici» durante la crisi del 2008? Conviene davvero investire in questi’ megatrend? E soprattutto, che peso attribuire a questi strumenti all’interno del portafoglio?


IL BILANCIO NELLA CRISI.
«Allo tsunami del 2008 alcuni prodotti hanno retto molto bene, altri invece sono usciti con le ossa rotte – sottolinea Di Patrizi – Ma è normale. L’approccio tematico non è immune dai cicli congiunturali. È semplicemente un nuovo modo per andare a selezionare aziende vincenti. Anche perché, costruire un portafoglio diversificando per aree geografiche oggi non ha più senso, in quanto la correlazione è fortemente aumentata Ed è per questo che consigliamo di concentrarsi sui megatrend». Gli fa eco Andrea Cattapan, analista area risparmio gestito dell’ufficio studi di Consultique: «Il comparto dei fondi tematici è costituito da prodotti ciclici e non ciclici. Di conseguenza è normale che durante la crisi alcuni strumenti si siano comportati meglio di altri. E lo stesso discorso vale anche per il 2009, con i prodotti tipicamente più ciclici che stanno facendo la parte del Icone.

È questo il caso dei fondi che investono nell’oro e degli strumenti che puntano sulle società minerarie». Alla fine, comunque, la bontà dell’approc-cio tematico non va valutata nell’arco di un anno, ma in un orizzonte temporale più ampio. «Anche perché – fa notare Di Patrizi – non esiste la tematica che vince sempre. Anno dopo anno ci saranno alcuni megatrend che riusciranno a fare meglio dell’Msci World e altri che faranno peggio. Ma se allarghiamo l’ottica temporale a un minimo di cinque anni, tutte le tematiche tenderanno a battere l’Msci World. Ed è proprio sulla base di queste valutazione che circa un anno fa abbiamo deciso di lanciare il Global Megatrend Selection, un fondo che, attraverso una replica contabile dei vari comparti della sicav, investe in tutte le nostre tematiche (dall’acqua, al legno, dall’energia pulitala! settore agricolo, ndr)».

I «TEMI» DEL FUTURO. Ma quali sono i megatrend su cui puntare nei prossimi anni? Gli esperti interpellati da B&F non hanno dubbi, uno su tutti: l’agricoltura «Non è un caso che proprio nei giorni scorsi abbiamo deciso di portate in Italia il Pf Agricolture – sottolinea Di Patrizi di Pictet – All’interno del fondo si trovano aziende che operano lungo tutta la filiera agroalimentare e non ci sono società rappresentanti le commodity agricola Riteniamo che ci siano tutte le condizioni per rendere particolarmente appropriato l’investimento in questo fondo. Ci sono megatrend sotto gli occhi di tutti e che non sono stati ancora catturati.

Partiamo da qualche constatazione semplice – continua – La popolazione è in continuo aumento e, altro dato incontestabile, gli ettari a disposizione per i beni agroalimentare sono destinati a ridursi drasticamente per una serie di motivi. E il risultato potrebbe essere un aumento dei prezzi dei beni. Le aziende su cui puntiamo, comunque, non sono quelle che guardano alla speculazione, ma società in grado di creare maggiore efficienza dei processi e che sanno innovarsi tecnologicamente».

Anche Sergio “Prezzi, responsabile Sud Europa di Invesco è dello stesso avviso: «Tra i vari macrotrend il più interessante è l’agricoltura, sia perché premette di catturare in via diretta il trend commodity sia perché indirettamente consente di prendere esposizione sul settore clean energy». E tra fondi ed Etf, Cattapan di Conqultique consiglia, almeno questa volta, di puntare sui fondi: «Da un punto di vista dei costi, l’Etf rimane sempre il più competitivo. Ma in questo caso riteniamo che l’offerta fondi sia migliore, in quanto offre una maggiore diversificazione».

Fonte: Borsa e Finanza del 31 ottobre 2009

Autore: Fabrizio Guidoni

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