La lunga strada dell’argento

Fonte: Borsa e Finanza

21 Settembre 2009

Autore: Guido Bellosta

In base alle ultime stime diffuse dalle autorità di Pechino, nel corso del 2009 i consumi cinesi reali di nickel dovrebbero registrare una crescita annua del 25% per un totale di….

Thomas Chaize recentemente ricordava l’influenza della crisi sulle quotazioni dell’argento.

Questo metallo è ottenuto per oltre il 75% del quantitativo estratto come sottoprodotto della lavorazione di rame, zinco, piombo e oro. Solo un quarto dell’estrazione mondiale dell’argento avviene nelle miniere argentifere.

La produzione di metallo bianco nel 2008 ha raggiunto il livello record di 20.900 tonnellate (+4% sul 2007). Una quantità in aumento perché gli elevati prezzi toccati nel 2007/2008 da rame, piombo, zinco e oro ne avevano accelerato l’estrazione.

a crisi che ha coinvolto i mercati internazionali ha provocato una netta decelerazione nei processi di estrazione.

Talune miniere marginali sono state chiuse. L’effetto di questa marcata diminuzione nell’estrazione dei quattro minerali risulterà devastante per l’argento per quest’anno e per il 2010. Un settore già cronicamente caratterizzato da un deficit produttivo coperto a fatica con il riutilizzo del metallo usato nella fotografia (in costante diminuizione) e con le poche scorte ancora possedute dai governi.

La diminuzione dell’argento disponibile sul mercato si scontrerà con il continuo incremento di utilizzo nel settore dell’elettronica Le quotazioni dell’argento, quasi raddoppiate dai minimi di un anno fa, e ora tra 16 e 17 dollari l’oncia, potrebbero proseguire nella loro ascesa e tornare a superare quota 20 dollari, abbandonata nel 2008. Un livello lontano dai 52 dollari toccati nel 1980 in occasione del rastrellamento dei fratelli Hunt, poi fallito con il loro crac.

Ma considerando che 52 dolla-ri del 1980 corrispondono, come potere d’acquisto, a oltre 130 dollari attuali l’argento ha ancora tanta strada davanti.

Fonte: Borsa e Finanza del 19 settembre 2009