Fonte: Borsa e Finanza
21 Settembre 2009
Autore: Gianluigi Raimondi
Le blue chip delle compagnie minerarie hanno amplificato le performance borsistiche dell’oro. Ecco gli strumenti su Piazza Affari per sfruttare il trend ….
Se l’oro brilla i titoli auriferi fanno letteralmente faville. Nonostante il nuovo top degli ultimi 18 mesi segnato in settimana a 1.024 dollari per oncia, da inizio anno le quotazioni del lingotto sono cresciute circa il 15%, contro quasi il 40% messo a segno dagli indici Philadelphia Gold & Silver e l’Amex Gold Bugs, benchmark di riferimento per le compagnie minerarie attive nell’estrazione del metallo.
Merito soprattutto dei risultati di bilancio, tornati a crescere rapidamente in scia al rally dei prezzi dell’oro, del risiko (anche se spesso solo immaginato dagli investitori) tra i big del comparto e, specie nelle ultime sedute, della decisione della canadese Barrick Gold (che nei due panieri pesa rispettivamente oltre il 16% e il 13%) di riacquistare le proprie vendite per consegna differita Un’operazione che, si calcola, avrà un’incidenza di 5,6 miliardi di dollari sugli utili del prossimo trimestre.
Ma che segnala quanto il management della prima società aurifera al mondo creda in un ulteriore apprezzamento del lingotto. Per quanto riguarda le altre blue chip del settore, gli analisti di Nomura giudicano buy la statunitense Newmont Mining, forte di multipli inferiori ai competitor. Inol-tre, la banca d’affari nipponica ritiene che né Barrick né la connazionale Kinross Gold parteciperanno, a differenza di Newmont, al progetto cileno di Cerro Casale, a causa degli alti costi fissi iniziali necessari.
Oltre che sui singoli tìtoli, per sfruttare un potenziale rialzo degli auriferi a Piazza Affari è disponibile l’Etf Market Access Amex Gold Bugs (Isin LU0259322260) e il certificato di tipo investment, anch’esso strutturatto sull’indice Amex Gold Bugs ed emesso da Abn Amro (Isin NL0000705044).
Fonte: Borsa e Finanza del 19 settembre 2009









