ORO

L’oro va a mille. Il mondo teme Borse e inflazione


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Fonte: Borsa e Finanza

7 Settembre 2009

Autore: Gianluigi Raimondi

Per la terza volta da inizio anno il metallo giallo sfiora la soglia tecnica e psicologica spinto dall’incertezza sulla ripresa economica, dal trend delle azioni e dallo spauracchio di un rincaro dei prezzi al consumo.….

Anche per l’oro non vale la profezia «Mille non più mille». In settimana le quotazioni del lingotto hanno sfiorato nuovamente la soglia tecnica e psicologica dei 1.000 dollari per oncia Quest’anno è la terza volta che accade.

A inizio giugno le quotazioni erano arrivate a 991 e a fine febbraio a 1.006. Lo scorso anno era accaduto due volte con un top a 1.032. Le ragioni che hanno spinto i corsi a ri-dosso di questo picco, ora e in passato, sono sempre le stesse: la necessità di «rifugiare» la liquidità in un asset che storicamente mette gli investitori al riparo dai ribassi del mercato azionario (attualmen-te dal trend estremamente incerto) e dai pericoli di un aumento dell’inflazione.

Un timore quest’ultimo indirettamente rievocato da Juergen Stark, membro del comitato esecutivo della Bce, secondo cui nell’area euro l’attuale politica monetaria non potrà essere mantenuta «illimitatamente» e, di conseguenza, che il rischio ormai non è certo la deflazione. Un quadro, quello che prefigura una ripresa della dinamica dei prezzi, che trova riscontro con l’enorme massa di liquidità messa in circolazione nei mesi scorsi proprio dalle autorità monetarie con le manovre straordinarie decise per affrontare la eri si finanziaria e dei consumi. I rialzi dell’oro sono poi favoriti e più rapi-di quando, come nelle ultime sedute, il biglietto verde s’indebolisce nei confronti delle altre principali valute.

Alla brillantezza borsistica del lingotto contribuisce poi l’ipotesi che la domanda di oro delle Banche centrali, secondo Morgan Stanley e molti altri accreditati broker, aumenterà molto presto. In particolare in Asia, dove il cumulo delle riserve valutarie negli istituti governativi è ormai al limite della sostenibilità. La Cina, per esempio, è vicina a mille miliardi di dollari. Una situazione che da tempo preoccupa Pechino, visto il suddetto trend del biglietto verde e l’impaludamento della locomotiva americana Infine, a trainare il prezzo dell’oro c’è l’esponenziale crescita dei prodotti finanziari destinati sia agli investitori istuzionali sia al retali, quali gli Etf e gli Etc.

Tuttavia tutti questi elementi che suggeriscono un prossimo ulteriore allungo dei corsi possono non essere sufficienti a confermare, in ottica di medio-lungo termine, il superamento della fatidica soglia dei 1.000 dollari per oncia «Ogni volta che il lingotto tocca questo picco – afferma Andrey Kryuchenkov, strategist di Vtb Capital – si registra un netto incremento delle posizioni ribassiste. E vedendo quanto accaduto nel recente passato hanno finora avuto la meglio su quanti avevano puntato su un rialzo a oltranza». Comunque, non .manca chi, come il guru del settore Harry Schultz, scommette su un target a quota 1.300. In ogni caso, negli ultimi 12 mesi, l’oro si è rivelato una scelta vincente per quanti hanno creduto nelle sue potenzialità con un rialzo di circa il 25%. Una performance replicata dai titoli auriferi che in media hanno segnato un balzo del 27% e in controtendenza rispetto all’indice Msci World che ha perso il 16% e rispetto al Crb sceso del 34 per cento.

Fonte: Borsa e Finanza del 5 settembre 2009

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