Fonte: Borsa e Finanza
27 Giugno 2009
Autore: Gianluigi Raimondi
La proposta di matrimonio di Xstrata ad Anglo American riaccende la speculazione sulle blue chip del settore. E spinge al consolidamento ….
Tra le big del settore minerario è di nuovo risiko. Il possibile merger tra la svizzera Xstrata e Anglo American potrebbe portare a un rilevante cambio negli equilibri del comparto. Certo, il management del gruppo anglosassone ha per ora rispedito al mittente la proposta di matrimonio.
Ma se dovesse andare abuon fine, la fusione creerebbe un leader mondiale nell’estrazione di rame, zinco e platino, in grado di competere con colossi del calibro di Rio Tinto, Bhp Billiton e Vale. Con la conseguenza che la maggiore concentrazione sul lato dell’offerta potrebbe portare alla nascita di una sorta di «cartello» dei metalli non ferrosi, con sucessive ricadute sulla formazione dei prezzi di queste commodity. Uno scenario già sperimentato nel settore del minerale di ferro, in cui Bhp e Vale dettano legge. Nell’ipotesi in cui, per contro, le nozze vadano in fumo, Xstrata potrebbe cercare altri alleati o altre prede. Inoltre alcune voci vorrebbero Chinalco e Vale interessati agli assett di Anglo American. Nel frattempo cresce la volatilità dei titoli minerari e aumenta per gli investitori il numero di blue chip su cui puntare.
La svizzera Glencore, leader mondiale nel trading di materie prime, ha avviato il processo per il debutto in Borsa (probabilmente quella di Londra) e China Metal, big one in Asia nel riciclo di acciaio, ha esordito sul listino di Hong Kong con un balzo di oltre il 20%. Per sfruttare il momento, evitando le difficoltà e i costi del trading su singoli titoli esteri, a Piazza Affari sul settore minerario sono disponibili quattro Etf strutturati sull’indice Dow Jones Eurostoxx 600 Basic Resources. Gli emittenti sono Deutsche Bank, Etfs, iShares e Lyxor. In alternativa, sul Sedex è possibile puntare su un certificato benchmark con medesimo sottostante, offerto da Banca Imi.
Fonte: Borsa e Finanza del 27 giugno 2009









