Fonte: Borsa e Finanza
22 Giugno 2009
Autore: Gabriele Petrucciani
Bond mania? O meglio, corporate bond mania? A dispetto della recente contrazione degli spread, i rendimenti delle obbligazioni societarie investment grade rimangono su livelli abbastanza elevati rispetto alla media storica e sono tali da coprire abbondantemente ….
Pedone (Consultique): «II vantaggio con i gestori è la diversificazione»
Ma attenzione alle commissioni d’ingresso, che possono sfiorare il 5%Altrimenti c’è la formula dei «cloni», si può scegliere tra Lyxor e iShares
il premio per il rischio: un basket ben diversificato di bond euro con duration di circa 4 anni offre oggi a scadenza il 4%. Non c’è dunque da meravigliarsi se la domanda per l’emissione Eni ha più che raddoppiato il quantitativo offerto inizialmente. Ma nella giungla dei corporate è opportu-no muoversi con molta prudenza Le tipologie di titoli obbligazionari variano in modo notevole da un emittente all’altro. Bisogna leggere con attenzione i prospetti, valutare i covenant e quant’altro. Proprio per questo, la strada migliore, soprattutto per chi non possiede un adeguato know how finanziario, è affidarsi a un gestore, che può diversificare il portafoglio anche con qualche emissione subordinata. L’ideale, poi, sarebbe affidarsi a un manager attivo che nel corso degli anni abbia dimostrato di saper creare valore, sovraperformando in maniera costante il benchmark. «L’investimento in un fondo comune specializzato sui corporate bond offre numerosi vantaggi in termini di riduzione di rischio – conferma a B&F Giovanni Pedone, analista di Consultique – Si elimina del tutto il rischio specifico, in quanto si investe in un paniere di titoli, e si riduce parecchio il rischio di credito, dal momento che un eventuale default di una società compresa in un paniere attutisce la correzione della performance finale. Al contrario, investendo in un singolo corporate bond si corre il rischio di perdere anche tutto il capitale, se la società dovesse decidere, o essere costretta, a non rimborsare il debito». Insomma, affidandosi a un gestore si riduce il rischio di liquidità dell’investimento e si ha la possibilità di accedere a una ampia diversificazione in termini di setto-ri industriali. «È pur vero che il fondo comune è gravato in alcuni casi da commissioni troppo elevate – continua Pedone -Allora, per arginare il problema dei costi si può decidere di prendere posizione su uno strumento passivo, come l’Etf, eliminando al tempo stesso anche il rischio del gestore».
iShares $ Corporate Bond
Fonte: B/oomhprn
A Piazza Affari ci sono diversi Etf specializzati sui bond societari. Tra questi, il Lyxor Etf Euro Corporate Bond che, approdato in Italia lo scorso 15 giugno, è andato ad affiancar-si all’iShares Eur Corporate Bond. Entrambi preve-dono una com-missioni di ge-stione annua dello 0,20%, di gran lunga inferiore all’1% medio di ma-nagement fee dei fondi comuni (questi ultimi in alcuni casi prevedono anche commissio-ni di ingresso che possono arrivare fino al 5%). L’offerta italiana, inoltre, propone anche Etf legati alle emissioni obbligazionarie in dollari: come l’iShares $ Corporate Bond (vedere grafico) che, a fronte di una commissione annua di gestione dello 0,20%, sta guadagnando da gennaio cir-ca il 10 per cento.
Fonte: Borsa e Finanza del 20 giugno 2009









