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01/06/09 Il futuro? Cercalo nei Bric. Col Gestore che batte il mercato


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Fonte: Borsa e Finanza

01 Giugno 2009

Autore: M.M.

Stock pictóng e accurata selezione. È la ricetta consigliata dagli esperti interpellati da B&Fper investire sull’equity. Il recente rialzo delle Borse altro non è, per ora, che un rimbalzo in un mercato Orso. Rimbalzo che continuerà ad essere caratterizzato da ….

un’intensa volatilità, «Molto probabilmente l’euforia che ha trainato le principali piazze finanziarie in questi ultimi mesi è destinata ad esaurirsi – commenta Andrea Mottarelli, senior strategist di Dws – Anche se meno negativo rispetto al 2008, infatti, il contesto globale, sia macro che micro, rimane piutto-sto incerto. Questo non vuoi dire che ab-biamo una view negativa, ma sicuramente il mercato tornerà ad essere più seletti-vo». E, a dispetto dei guadagni doublé digit accumulati in questi primi cinque mesi del 2009, i gestori consigliano di privile-giare le piazze emergenti. Più in particolare i cosiddetti Bric(Brasile, Russia, India e Cina). «I fondamentali di questi Paesi sono molto buoni -fa notare Michel Girardin, direttore investimenti di Union Bancaire Privée – e il loro sistema finanziario non ha subito gli impatti dalla crisi americana dei subprime. Inol-tre vediamo società con bilanci molto solidi a prezzi sicuramente attraenti». I

In particolare, gli esperti sono molto positivi soprattutto su Cina e Russia. «La pri-ma – continua Girardin – ha riserve di liquidità molto elevate e riteniamo che possa essere la locomotiva dello sviluppo a li-vello globale». Per quanto riguarda la Russia, invece, Mottareli di Dws ritiene le valutazoni molto attraenti della Borsa lo-cale e il forte peso di settori promettenti come oil ed energia

Nonostante la maggiore attrattività di alcuni Paesi rispetto ad altri, i gestori scon-sigliano di investire sulle singole aree. «Meglio un approccio di tipo globale – sottolinea Guillaume De Corbiac, . portfolio Manager di Axa Ini -che guarda non solo ai Bric, ma anche ad altri Pa-esi come Malaysia, Sud Africa, Turchia, Messico, Cile e Israele».

Fa eco Martial Godet, gestore del Parvest Bric di Bnp Paribas Asset Management: «Non vi è dubbio che l’approccio globale è da preferire all’investimento su singoli Paesi, sia per il vantaggio della maggiore diversificazione sia perché oggi il mix dei quattro Paesi Bric presenta le migliori prospettive di crescita».

D’altronde i numeri parlano da soli. Ragionando in termini globali, il peso dei Bric sul Pii mondiale è dell’I 1 per cento. «Ma se consideriamo il fatto che le valute locali sono molto sottovalutate rispetto al dollaro e all’euro – aggiunge Girardin -e se si misura l’incidenza dei Paesi Bric sul Pii mondiale secondo il metodo della parità dei poteri d’acquisto, allora il peso sul prodotto interno lordo sale al 27 per cento».

In Italia sono distribuiti diversi fondi spe-cializzati sui Paesi Bric, che vantano da inizio anno performance di tutto rispetto. In particolare, nella top ten dei migliori prodotti da gennaio spicca l’Ubarti Equity Bric di Union Bancaire Privée, che sotto la guida del gestore Yang Liu sta guadagnando il 64,05%, contro il 44% del benchmark di riferimento (l’Msci Bric). Com-pletano il podio l’Allianz Rem Bric Equiry (+56,87%), e l’Hsbc Gif Bric Freestyle (+50,48%).

Sempre molto positivi, ma più o meno in linea con il benchmark, anche gli altri fondi che compongono la top ten: come l’Axa Wf Talents Bric (+48,45%), il Goldman Sachs Bric Portfolio (+46,83%) e il Dws Invest Bric (+43,58%). L’unico neo dei fondi è rappresentante dai costi complessivi di sottoscrizione: il Total expense ratio medio è del 2,50% e su alcuni prodotti sono previste anche commis-sioni di entrata che raggiungono punte del 5,25 per cento. In questo caso, però, le spese elevate trovano giustificazione nel valore aggiunto offerto da alcuni ge-stori, che non solo hanno battuto il benchmark di riferimento, ma anche l’unico Etf quotato a Piazza Affari e indicizzato ai Paesi Bric. Sebbene abbia un costo complessivo di appena lo 0,74%, infatti, l’iShares Ftse Bric 50 sta guadagnando da inizio anno «soltanto» il 31,12 per cento.

Fonte: Borsa e Finanza del 30 maggio 2009

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