I mercati azionari sembrano essersi presi una pausa dopo la lunga cavalcata inizia ai primi di marzo e nonostante le pessima reputazione del mese di maggio mostrano una sostanziale e per certi versi inaspettata tenuta. Dopo lo scivolone della scorsa …
settimana hanno infatti recuperato nuovamente il terreno perduto e da ormai l’inizio del mese formano una fase laterale a ridosso dei massimi. E’ bene ricordare che per il momento continuiamo a rimanere all’interno di una correzione della precedente fase di ribasso ma il raggiungimento di forti livelli di resistenza che per lo più coincidono con il transito della media mobile a 200 giorni sta alimentando un notevole nervosismo e quindi un conseguente aumento della volatilità. La dicotomia tra andamento dell’economia reale e buon momento delle borse (tornate a ridosso dei massimi visti a gennaio 09) si traduce in incertezza e rende decisamente improbabile assistere ad un superamento dei livelli chiave (5100 Dax, 8600 Dow Jones, 940 S&P500) che darebbero via ad un ulteriore rally verso 5500 di Dax 9500 Dow Jones e 1000 S&P500 anche in virtù del fatto che la leva dei tassi di interesse si è esaurita ormai da tempo. La fase laterale a cui stiamo assistendo sembra perciò la classica fase di distribuzione, totalmente naturale dopo il forte rialzo visto negli ultimi 2 mesi che permetterà a coloro i quali hanno perso il primo treno rialzista (e sono molti) di rientrare su livelli decisamente più bassi, definiti dalle varie fasi di ritracciamento. L’incertezza e la forte volatilità inoltre sono testimoni di un mercato decisamente diverso rispetto a quello a cui siamo stati abituati dove la strategia buy and hold, il cassettista per intenderci, non è più premiante rispetto ad una gestione più attiva anche all’interno di un portafoglio statico. I mercati sembrano infatti orientati per i prossimi 12 mesi a sviluppare una ampia fase laterale che potrebbe anche estendersi tra i minimi di marzo (o poco più) e i massimi visti ad inizio maggio dando cosi poco scampo agli investitori passivi che già scontano rendimenti obbligazionari molto bassi.
Tornando ai numeri i principali listini si sono tutti fermati sui livelli di supporto individuati in precedenza 4700 nel caso del Dax, 8150/200 per il Dow Jones e 875 per l’S&P500 che di fatto rappresentano la parte bassa della fase laterale. La violazione di questi livelli fornirà pertanto il segnale di debolezza aprendo la strada a discese che hanno target calcolati grazie ai ritracciamenti del 50% e 61,8%. di Fibonacci. Troviamo pertanto il Dax diretto verso 4300 e area 4000, supporto fondamentale, il Dow Jones verso 7530 e 7280 e l’S&P500 verso 800 e quindi 760 mentre il supporto fondamentale si colloca a 740.
A differenza dei paese emergenti e di Cina India e Brasile che presentano un andamento decorrelato con gli altri listini azionari, Piazza Affari non fa distinzioni. Quota 21000 dove transita la media mobile a 200 giorni ferma ogni possibile continuazione del rialzo mentre il supporto a 18750/19000 difende il mercato dal ribasso. Una interessante rotazione settoriale sta consentendo all’indice di mantenere la struttura laterale ma la perdita del supporto chiave a 18750/19000 apre scenari ribassisti anche ampi con obiettivi collocabili a 17500, 16500 e quindi a ridosso del supporto chiave rappresentato da area 15000. Il target rialzista sopra 21000 sarebbe invece 23000 parte alta del canale ribassista in atto da tempo


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Analisi Daily
Autore: Filippo Ramigni
Fonte: f.ramigni@tin.it







