Analisi Daily
Autore: Filippo Ramigni
E’ bastato qualche timido dato economico positivo e trimestrali migliori delle pessimistiche attese che i mercati azionari hanno subito spiccato il volo …
aiutati anche dai maggiori dettagli su ciò che l’amministrazione americana intende fare per contrastare la crisi. I prezzi stracciati in presenza di un forte ipervenduto insieme ad una massiccia ricopertura delle posizioni short sono stati l’elemento trainante del consistente rimbalzo degli indici capaci di recuperare attorno al 20% in 3 settimane grazie ai primi spiragli di fiducia che hanno permesso agli operatori di ritornare sul mercato. Nonostante questa poderosa boccata di ossigeno che va ad interrompere una sequenza infinita di mesi negativi dal maggio 2007, la situazione rimane ancora debole, con tutti gli indici che presentano una sequenza mai interrotta di minimi e massimi decrescenti che da sempre caratterizza una discesa, anche se si iniziano a vedere i timidi segnali di un recupero che potrebbe protrarsi fino all’estate. La cautela non potrebbe essere altrimenti visto che i principali acquirenti sono stati trader (pronti cioè a vendere per portare a casa guadagni in questo caso lauti al minimo segnale di pericolo) e ricoperture di vendite allo scoperto. Di investitori di lungo periodo, di posizione insomma, se ne sono visti pochi, fedeli al detto che è meglio comprare più alti ma in presenza di maggiori certezze.L’impressione rimane che il mercato continui a navigare a vista deprimendosi ed esaltandosi a seconda delle varie notizie e stia scontando un miglioramento della situazione macroeconomica a breve sulla spinta degli organi istituzionali internazionali preoccupati soprattutto di vedere segnali di ripresa della fiducia nell’immediato mentre le problematiche di lungo periodo (aumento dell’indebitamento, forte stampa di denaro con conseguenze inflazionistiche) sono per il momento accantonate.
Aumentata la fiducia degli investitori rimane sul tappeto l’incertezza che rende difficile comprendere se una eventuale ripresa futura avrà un andamento a V, quindi ripresa estremamente veloce o oppure allungata a L nel caso che si prolunghi per molto tempo con caratteristiche deflattive.
Nel breve stiamo assistendo al classico effetto elastico che dopo essere stato tirato troppo (al ribasso) quando viene mollato si muove con la stessa forza dalla parte opposta ma che tuttavia necessita di trovare un punto di equilibrio su cui fermarsi per poi ripartire.
Tecnicamente i vari indici si sono ripresi dei valori interessanti, perduti in precedenza, (4000 di Dax, 800 di S&P500, 7450 di Dow Jones) con performance di assoluto valore anche se guardando al quadro generale si tratta di una goccia nel mare avendo recuperato poco più che 2/3 dell’ultima discesa partita ad inizio gennaio 09. L’impressione è che dopo una qualche debolezza nel breve in seguito a prese di profitto, i listini abbiamo ancora spazio per continuare il loro recupero e portarsi fino a valori visti all’inizio dell’anno (Area 5000 per il Dax, 9000 di Dow Jones e 950 di S&P500).
L’indice S&PMib conferma il suo buon momento riuscendo a superare la forte resistenza a 15000. Dopo aver segnato un minimo a 12340 sulla parte bassa del canale ribassista i prezzi hanno recuperato con forza parte della strada persa nell’ultimo periodo (grazie a bancari e assicurativi risorti dalle ceneri) arrivando a correggere il 61,8% di tutta l’ultima gamba ribassista. Il mercato italiano si mostra poco affidabile con gli speculatori capaci di estendere sia le fasi di ribasso che di rialzo. Il livello chiave per l’indice rimane sempre 18500/18740 che rappresenta sia la parte alta del suddetto canale sia gli ultimi massimi relativi realizzati ad inizio febbraio. Un superamento di questo resistenza chiave fornirebbe una prima luce di positività sull’andamento tuttora ribassista dell’indice consentendo recuperi dei massimi visti ad inizio anno in area 21000.
Da segnalare infine che la Cina prosegue nel suo recupero mentre India e Brasile presentano fasi di accumulazione prolungate che potrebbero sfociare in recuperi interessanti. Ulteriore segnale positivo di un cambiamento di scenario in vista
viene dall’oro, da sempre bene rifugio nei periodi di crisi, che non riesce ad infrangere la barriera anche psicologica di quota 1000 mentre il petrolio (crude) conferma il suo andamento laterale tra 35 e 55.


![]()

Fonte: f.ramigni@tin.it







