Analisi Weekly
a cura di: Mr. Profit
Autore: Roberto Ercolino
Pivot Supporti: 18.550 – 17.600
Pivot Resistenze: 21.800 – 23.300
Ancora un fallimento circa la tenuta del livello segnalato ai 20.000 punti; l’azione dei prezzi del derivato …..
buca al ribasso il supporto ed arretra senza difficoltà, rompendo inoltre la trendline che univa i minimi crescenti segnati faticosamente dallo scorso dicembre sino alla seduta del 13 (vedi grafico), ove si è registrato anche la cambio di polarità nei confronti della media a 21 giorni. Il future ha subito preso di mira, e raggiunto, il target ai 18.550 che assieme ai 17.600 punti erano i livelli citati nella scorsa nota quali obiettivi in caso di ribasso. L’inclinazione della media a breve torna ad essere nuovamente negativa e tale flessione, seppur al momento non allarga in maniera rilevante il range nei confronti della media a 65 giorni, è di per se indicativa del perdurare della pesante situazione di crisi che i mercati stanno vivendo.
Mentre continuano gli allarmi diffusi all’uscita dei dati macro, che determinano momenti di profondo pessimismo alternati ad effimera euforia, le politiche di intervento a sostegno dei governi centrali tentano di bilanciare le oscillazioni che le news societarie procurano; lo sconforto degli operatori viene quindi ad essere condizionato dalle difficili previsioni sull’evoluzione futura, certamente attanagliata da negative indicazioni sulla crescita economica per il 2009. Se il decisionismo più incisivo messo in campo dagli U.S.A. riesce comunque a condizionare nel bene e nel male l’andamento delle quotazioni, anche nell’ipotesi che il cambio al vertice della Casa Bianca rappresenti un fattore positivo, l’Europa appare meno ferma nell’auspicata azione comune, il caso Germania è abbastanza eloquente al riguardo.
Ora è particolarmente composita la valutazione prospettica, quantomeno di medio termine, nell’ambito del movimento laterale in atto che appare nuovamente incanalato al ribasso; ipotizzare l’uscita dalla morsa della recessione in modo perentorio in termini temporali, comporta un confronto con la crisi di fiducia verso il sistema finanziario che attualmente pesa in maniera fin troppo rilevante. Auspicare un cambio delle regole, da attuare allorquando le acque saranno meno agitate, è il minimo che si prefigura tra gli scenari plausibili. Intanto che le banche centrali continuino a pompare liquidità nel sistema, è una costante, ma che ciò porti risultati rapidi verso una stabilizzazione appare altrettanto evidente che ciò non è consequenziale, almeno per il momento.
Restano le indicazioni degli strumenti tecnici, tra i quali il segnale più rilevante viene dal Macd, che mentre stava per confermare il buy dello scorso novembre al superamento della linea dello zero, inverte in maniera abbastanza repentina la propria corsa al rialzo, incrociando al ribasso la trigger line e generando il sell con la sessione del 14, peraltro il cross è avvenuto in zone negativa; stessa indicazione è venuta dal Sar, che in data 12 gennaio, ha generato il suo segnale di vendita, come anticipato nella scorsa nota appena la correzione si è avvicinata al livello dei citati 20.000 punti; confermate quindi indicazioni di Stocastico e Cci della scorsa settimana che hanno accompagnato la discesa del Momentum; restano bullish gli oscillatori trend forecasting, messi pero in discussione dal finale di ottava.
Ecco che per le evidenze esposte il nostro outlook su base settimanale, segnala una condizione sul breve termine che muta da neutral ad oversold; per il medio e lungo termine restiamo bearish, ma ancora una volta sul medio è possibile ancora prendere in considerazione un possibile cambio di valutazione. Circa il rapporto media mobile a 200 giorni contro derivato, segnaliamo nuovamente un peggioramento dal –25,40% della scorsa ottava ad un –30,10%; i volumi passano da midly bearish a neutral; la volatilità resta normale, ma ribadiamo che è da monitorare con attenzione.

Fonte: MrProfit.it







