12/01/09 Future SpMib: L’outlook settimanale indica una condizione che resta neutral


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Analisi Weekly
a cura di: Mr. Profit

Autore: Roberto Ercolino

Pivot Supporti: 18.550 – 17.600; Pivot Resistenze: 20.000 – 21.800. Il nuovo anno pone subito in evidenza il livello orizzontale che nelle ultime note abbiamo spesso …..

segnalato, vale a dire quei 20.000 punti che il derivato, nelle prime sedute del 2009 ha subito affrontato, ma che ancora una volta hanno rappresentato una valida resistenza che necessita di un convinto consolidamento, tale da trasmettere finalmente un po’ di fiducia agli operatori. Ribadiamo che tra i titoli che compongono l’indice sottostante, oramai solo una diecina di aziende mostrano indicazioni negative di breve, ciò conferma che la fase di consolidamento dell’indice è oramai da considerarsi in evoluzione positiva, ma la debolezza che ha contraddistinto l’ultimo anno è di dimensioni troppo rilevanti, se non epocali, per non continuare ad incidere sul trend di medio termine ancora per diverso tempo.

Come ampiamente sottolineto, l’evoluzione delle quotazioni, seppur nel contesto di positività che caratterizza il breve termine, non può sgombrare il campo in maniera definitiva per ciò che attiene le valutazioni che incidono sulle prospettive dei mercati in relazione alla profonda crisi in atto. Non è ancora possibile accantonare le tensioni su recessione, dati sull’occupazione e valutazioni inerenti tassi, cambi e commodity; siamo di fronte ad un coacervo di implicazioni che si aggroviglia sempre più. Da un lato è positiva la valutazione per quanto riguarda la coralità degli interventi dei governi centrali, i quali assumono una connotazione eccezionale e rappresentano una risposta che non può lasciare indifferenti, ma allo stesso tempo ci si interroga sulla gravità della situazione proprio in funzione delle forze messe in campo nel tentativo di arginare la valanga che ha tirato giù le quotazioni verso prezzi che non si vedevano all’incirca da un decennio.

L’interrogativo che continua ad incidere sulle prospettive del trend riguarda ancora la tenuta del sistema, laddove le voci su banche e finanziare, piuttosto che su multinazionali dell’industria, ancora non si attenuano generando nuove inquietudini; è facile rilevare che i valori di mercato continuano ad essere mossi da repentine variazioni dei prezzi a livello internazionale, ciò a testimonianza delle tensioni ancora in atto. L’industria del credito e del risparmio gestito, con hedge e fondi in piena crisi d’identità, il settore auto e l’industria in generale, mostrano un comune denominatore: quali potranno essere gli utili futuri delle aziende e conseguentemente le quotazioni di Borsa nel prossimo futuro? Quali regole occorre mutare per un nuovo stabile assetto della finanza globale?

La nostra valutazione sotto il profilo squisitamente tecnico non si sposta di una virgola: la tendenza primaria del mercato resta negativa, la media a 200 giorni rimane inclinata negativamente e fin quando non saremo chiamati commentare l’area 27.000, per il future in particolare, restano immutati tutti i dubbi sulla ripresa delle quotazioni e delle economie in generale. E’ possibile prevedere un cross rialzista che vede la media a breve bucare dal basso la media a 65 giorni, ma quella a medio termine presenta ancora una slope negativa. Tutto ciò conferma che probabilmente il fondo è stato toccato e che si stanno gettando le basi per il movimento laterale segnalato negli ultimi commenti dello scorso anno. Ciò potrebbe autoalimentare un nuovo movimento tecnico al rialzo che però deve necessariamente puntare verso target significativi: 21.800, 23.300 e 25.000 sono gli step che confermeranno le aspettative positive. Sotto i livelli attuali restano inalterate le barriere 18.550 e 17.600.

La corsa verso le attività free risk, che citavamo ancora nell’ultimo commento del 2008, pare stia per giungere al capolinea, e dopo? Quali scenari sono prevedibili alla fine di questo primo trimestre/semestre dell’anno? Sul fronte azionario restano al momento immutate le potenzialità di ripresa menzionate, specie in funzione delle quotazioni dell’equity, in alcuni casi a forte sconto, ed è presumibile anche un ritorno d’interesse verso i bond corporate di quegli emittenti meno esposti sul versante crisi finanziaria, con prospettive di mantenimento della propria crescita non legata a fattori ciclici. Occorre tempo, ma in fondo questa appare l’unica evoluzione possibile, salvo ulteriori sconvolgimenti.
Gli strumenti tecnici ci evidenziano un Macd che supera la linea dello zero a conferma di quanto anticipato, quindi ciò indica una rafforzamento del buy di inizio dicembre; Il Sar resta comperato dal 9 dicembre scorso, ma a nostro avviso indica un reverse che appare troppo vicino, ai 19.780 punti si avrebbe un cambio di posizione; segnali negativi da Stocastico e Cci con le sedute dell’8 e del 9 gennaio: entrambi segnalano un sell in virtù della partenza a razzo del nuovo anno, tra l’altro basata sa volumi irrilevanti; Momentum che ha proseguito la propria ripresa, ma che accenna ad una flessione dalla seduta del 6 gennaio.

Il nostro outlook settimanale indica una condizione che resta neutral sul breve e bearish su medio e lungo termine. Sul medio, alla luce di quanto sopra esposto, esprimiamo una possibile modifica della condizione. Il rapporto media mobile primaria su derivato recupera attestandosi ad un –25,40%; i volumi restano in una condizione midly bearish; la volatilità accenna ad una discesa, ma l’indicazione è ancora da valutare con attenzione. Da notare infine gli oscillatori trend forecasting in condizione bullish.

Fonte: MrProfit.it

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