LE TRE FACCE DEGLI ETF 05/06/06


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La famiglia degli Exchange Traded Funds non è così omogenea come la maggior parte degli investitori tende a credere. Sotto lo stesso nome si nascondo differenze derivanti dal tipo di struttura adottata. E’ possibile individuare tre differenti tipologie di Etf: Management Investment Unit, Unit Investment Trust e Grantor Trust…..

Le tre facce degli Exchange Traded Funds
di Rocki Gialanella
www.Fondionline.it


….Le differenze tra questi tre gruppi di Etf non si limitano agli aspetti formali, ma determinano caratteristiche sostanziali dei singoli strumenti di investimento. La ‘Management Investment Company’ è la struttura organizzativa che caratterizza la maggior parte degli Etf commercializzati (Es: iShares e SPDRs), e riprende sostanzialmente la struttura di un normale fondo comune di investimento Le attività di questa tipologia di Etf sono coordinate e dirette da un gestore che si occupa di definire le strategie di investimento da attuare per replicare l’andamento dell’indice prescelto e la politica di distribuzione degli eventuali dividendi.

Questa struttura organizzativa consente al prodotto di detenere in portafoglio solo un campione rappresentativo dei titoli facenti parte dell’indice. Inoltre, laddove previsto e consentito dal regolamento, il gestore potrà ricorrere all’uso di strumenti derivati o al prestito di titoli di rischio per ottenere un extra profitto e reinvestire i dividendi percepiti. La struttura ‘Management Investment Company’ trova ampio utilizzo nel caso di indici che comprendono un numero elevato di azioni. In questo caso sono evidenti i vantaggi offerti in termini di riduzione dei costi di transazione che dovevano essere affrontati a causa sia dell’elevato turnover (modifica della composizione dell’indice), sia degli elevati costi legati alle operazioni di compravendita di titoli poco liquidi.

La struttura di una Management Investment Company consente di aumentare il livello di efficienza fiscale offerto dallo strumento, attraverso un re- investimento immediato dei dividendi e una riduzione dei fattori fiscalmente imponibili. Ovviamente questa maggiore efficienza viene pagata dall’investitore sotto forma di commissioni di gestione leggermente più elevate rispetto a quelle degli altri Etf, e di minor precisione nella replica dell’indice sottostante.

Una Unit Investment Trust si presenta come un portafoglio composto da una moltitudine di titoli che vengono fusi per essere ceduti agli investitori come singole ed indivise unità che rappresentano frazioni dell’intero portafoglio. Si tratta di una struttura che caratterizza il Diamond Trust, il Nasdaq 100 Trust e lo SPDR Trust. Questo tipo di struttura gode di una minore flessibilità rispetto alla Management Investment Company ( non è possibile utilizzare derivati, reinvestire immediatamente i dividendi percepiti etc). L’indice deve essere replicato fedelmente e i dividendi vengono distribuiti e non reinvestiti. Il vantaggio di questa struttura risiede nelle commissioni di gestione (le più basse della categoria) e nell’adattabilità a replicare gli indici azionari basati su titoli ad alta liquidabilità e capitalizzazione di mercato.

I Grantor Trust sono la categoria più atipica di Etf, in quanto gli investitori possiedono in modo diretto i titoli sottostanti e mantengono su di essi la proprietà legale. Su questi strumenti è previsto un lotto minimo di negoziazione pari a 100 unità ( che può essere negoziato pagando una commissione molto bassa). Questa tipologia di Etf non replica un indice di mercato, ma rappresenta il valore statico di un paniere di titoli. Rientrano nel gruppo dei Grantor Trust gli Holdrs di Merrill Lynch. Negli Holdrs il numero di titoli incluso nel paniere non viene modificato nel tempo, e il peso di ciascuna azione all’interno del portafoglio può aumentare o diminuire a seconda dell’andamento relativo del suo prezzo rispetto a quello degli altri titoli. Il mancato ri- bilanciamento del paniere riduce al minimo i costi legati alle transazioni e la realizzazione di capital gain soggetti a tassazione fiscale. Il rischio è che il paniere di titoli può cessare di essere rappresentativo di un mercato e divenire un portafoglio troppo concentrato.

FONTE: www.Fondionline.it

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