MILANO (Reuters) – L’attesa delle decisioni Fed condiziona negativamente il dollaro – su cui pesa l’ipotesi di una fine del ciclo di rialzi dei tassi Usa – mentre la stessa prospettiva aiuta le borse dell’Asia-Pacifico, con una spinta maggiore per i mercati forti esportatori."Un rialzo in maggio è più o meno già nei prezzi…
Sullo sfondo il petrolio resta sopra quota 64 dollari al barile poco sotto i massimi di venerdì, l’oro cala sotto 560 dollari l’oncia ma l’argento prosegue la corsa che lo tiene a massimi di oltre 22 anni ancora sostenuto dall’arrivo del nuovo ETF.
L’indice regionale MSCI – che non include Tokyo, oggi in rialzo in vista della chiusura dell’anno finanziario – sale di mezzo punto intorno alle 8,30 italiane, meglio hanno chiuso SEUL, TAIWAN e soprattutto l’Australia, a nuovi massimi sull’ondata di M&A miliardari.
La borsa coreana ha ignorato il netto calo di Hyundai su una indagine della Procura per le attività di lobbying del gruppo, mentre i titoli taiwanesi sono sostenuti da acciaio e tech.
Tra i mercati ancora aperti leggero rialzo a HONG KONG dove brillano ancora i titoli H "cinesi" mentre a SHANGHAI prevale di poco la lettera.
SINGAPORE è in lieve rialzo, ma l’indice dei titoli tecnologici cala, mentre non si stanca di salire e di fare nuovi massimi il mercato di BOMBAY, dove le attese di aumenti dei prezzi fanno volare i metallurgici.
Fonte: Reuters






