27/07/09 Indici pronti a nuovi importanti rialzi su rotture resistenza anche se quadro economico rimane incerto. FtseMib alle prese con la forte resistenza a 20700 per poter continuare il recupero fino a 26000

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Quando tutto sembrava perduto e gli indici azionari, incapaci di superare i massimi visti a maggio/giugno, pronti per una decisa correzione, ecco che la stagione degli utili ha prontamente dato fiato ai listini capaci di una notevole spunto ancora in corso dopo ben …

due settimane. Al momento poco importa che la maggior parte delle aziende abbia registrato utili in crescita principalmente grazie a tagli dei costi, l’importante è stato iniziare a vedere dei segni positivi che nella maggiore parte dei casi ha contribuito notevolmente a modificare il sentiment all’interno di un mercato che continua ad essere movimentato dall’emotività. Anche nell’ultima seduta i listini azionari , che pur venivano da 9 sedute consecutive di rialzo, hanno reagito con compostezza a dati macroeconomi negativi limitando le prese di profitto.

Lo scenario inizia ad essere ben delineato con parecchi indici che hanno fornito dei segnali interessanti di continuazione di questo recupero iniziato a marzo 2009 anche se continuano a presentarsi dei dubbi sul fatto che il tessuto economico riesca a giustificare ulteriori strappi. Questo risulta particolarmente vero in Italia dove parecchie aziende attendono il mese di settembre con trepidazione per iniziare a vedere un qualche segnale di ripresa degli ordinativi ed evitare cosi licenziamenti o peggio ancora chiusure.

Venendo ai segnali tecnici, i grafici dimostrano come la ripresa mondiale sia trascinata dai paesi emergenti i corsi azionari sono in crescita sostenuta dopo aver fatto registrare i propri minimi assoluti ad ottobre 2008 (Cina Brasile e India in primis) , l’America dimostra una qualche reazione dopo la forte cura di fine anno mentre l’Europa continua a proseguire con un passo più lento trascinata dagli altri.

In ogni caso l’ultima ottava ha visto i principali indici superare di slancio le resistenze che fino ad ora ne avevano bloccato la crescita (5177 Dax, 8870 Dow Jones, 950 S&P500) alimentando un notevole ottimismo per la prosecuzione del rally che potrebbe spingersi su livelli molto vicini ai minimi pre-Lehman di luglio 2008. Chiaramente una chiusura mensile superiore ai livelli sopra citati fornirà un ulteriore segnale di conferma. Particolarmente interessante è l’andamento del Dax che dopo ave superato la resistenza a 5177 si trova adesso alla prova di 5300 ma che presenta un chiaro segnale di rialzo grazie all’incrocio delle medie mobili a 100 e 200 giorni su grafico giornaliero. La violazione di 5300, magari anticipata da un lieve periodo di correzione/consolidamento, permetterà estensioni rialzista verso 5500 e quindi verso 6000/100 minimi di luglio 2008. Stesso discorso per il S&P500 (i due indici hanno lo stesso andamento da 10 anni a questa parte) che presenta lo stesso segnale tecnico e che una volta superata l’importante area anche psicologica di quota 100 avrà spazio per arrivare a 1130/1150 livello che rappresenta il 50% di ritracciamento di tutta la discesa dai massimi dell’ ottobre 2007 ai minimi di marzo 2009. Lievemente diverso il discorso per il Dow Jones che dopo aver violato quota 9000, da confermare per la chiusura del mese di luglio, ha la possibilità di spingersi fino a 10500.

I mercati quindi dimostrano di avere ancora voglia di salire ma è ancora presto per poter dire che il movimento a cui stiamo assistendo sia una completa inversione di tendenza in presenza di un mondo nuovo oppure solamente una correzione per quanto ampia della precedente discesa in attesa che le problematiche come inflazione e deficit pubblico, parcheggiate temporalmente, vengano alla luce.

In questo contesto l’Italia continua ad essere in ritardo rispetto agli altri paesi come dimostra anche l’indice FtseMib non ancora arrivato sui massimi di giugno a 20700. Questo livello è particolarmente importante in quanto presenta un triplo massimo formatosi nel periodo maggio/giugno e perché coincide con la parte alta del canale ribassista in atto da tempo. Un rottura del livello, chiaramente sulla spinta degli altri indici internazionali, darebbe il via ad un nuovo rally verso 23400 e quindi verso area 26000 anche se ancora distante dal 50% di ritracciamento di tutta la discesa vista negli ultimi 2 anni posta a 28400. Chiaramente un mancato superamento di 20700 avrà della ripercussioni negative sull’indice ma tuttavia l’area posta a 17500 dove si sono registrati gli ultimi minimi sembra in grado di contenere eventuali affondi ribassisti.

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Analisi Daily

Autore: Filippo Ramigni

Fonte: f.ramigni@tin.it

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