23/02/09 Ultima chiamata per gli indici azionari almeno per un rimbalzo. S&p/Mib diretto verso 14500 per completare movimento ribassista

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Analisi Daily

Autore: Filippo Ramigni

Ultima chiamata per gli indici azionari almeno per un rimbalzo. S&p/Mib diretto verso 14500 per completare movimento ribassista

Un’altra settimana di terrore sui principali listini azionari all’interno di una caduta in atto da due anni che non sembra avere mai fine. L’incapacità di …

reazione manifestata dal mercato nelle scorse settimane, figlia della mancanza di fiducia degli investitori all’interno di uno scenario che diventa ogni giorno sempre più preoccupante, era un segnale della sostanziale debolezza in cui versano i listini azionari che puntualmente si è verificata nell’ultima ottava. Il quadro tecnico rimane pertanto sempre orientato al ribasso con i principali indici arrivati sui supporti fondamentali che rappresentano l’ultima chiamata per tentare almeno un rimbalzo. Come indicato da tempo gli obiettivi ribassisti sono collocati più sotto (634/50 per S&P500, 6520 per Dow Jones e 3320 per il Dax) che dovrebbero essere raggiunti nel prossimo mese di marzo andando a segnare un minimo importante avviando poi una fase di recupero di ampia portata. Nel breve la tenuta di 4000 per il Dax, di 740 minimo di novembre 08 di S&P500 e 7200 minimo del 2002 di Dow Jones potrebbero consentire qualche rimbalzo utile ad alleggerire le posizioni. Rimane interessante il diverso andamento dei tre indici americani con il Dow Jones che ha rotto i minimi visti ad fine anno scorso, l’S&P500 che si ritrova ad ridosso dei precedenti minimi mentre il Nasdaq mantiene una sostanziale tenuta a conferma di una crisi che continua ad essere principalmente finanziaria.

L’indice domestico S&PMib presenta invece una lettura molto più chiara, decisamente impostato al ribasso dopo aver violato tutti i supporti degli ultimi 10 anni zavorrato come è dalla presenza massiccia di banche e assicurazioni. A questo proposito rimane da chiarire la situazione delle banche italiane fortemente vendute nel corso dell’ultima ottava nonostante siano tra le poche a non avere avuto necessità di aiuti di stato alimentando il dubbio sulla gravità eccezionale della situazione di cui gli investitori non sono a conoscenza. Le continue rassicurazioni da parte governativa della bontà del sistema bancario italiano stridono con i valori raggiunti dai principali istituti che hanno ben poco senso considerando il rapporto tra capitalizzazione e patrimonio migliori di banche estere già nazionalizzate.

Tornando a considerazioni tecniche il mancato recupero di quota 18000 15 giorni orsono e la violazione dei minimi precedenti a 16716 ha impresso un’altra dura accelerazione all’indice spintosi fino a 15530. Le attese sono adesso per una continuazione del ribasso che dovrebbe esaurirsi in area 14360/500 e quindi iniziare un recupero che potrebbe essere anche veloce. Segnali positivi (al momento altamente improbabili) si avrebbero con ritorni al di sopra di 16700/17000 e quindi con la rottura della resistenza a 18340 andando cosi ad interrompere la sequenza di massimi e minimi decrescenti in atto da maggio 2007.


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Fonte: Banca Insinger de Beaufort

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