Le parole del governatore della Fed metteno ulteriormente le ali ai mercati azionari capaci di scrollarsi di dosso in poco tempo le paure legate al rallentamento dell’economia cinese. Una correzione era tuttavia auspicabile e prevedibile dopo il forte rialzo…
dell’indice di Shangai capace di passare dai minimi di ottobre 2008, quindi ben 4 mesi di anticipo rispetto i principali listini, da un minimo di 86 ad un massimo di 224 praticamente triplicando il suo valore.
Il sentiment sui mercati azionari continua ad essere perciò buono con gli investitori impegnati a guardare il bicchiere mezzo pieno accantonando gli elementi negativi rappresentati da una disoccupazione che continua a rimanere elevata in America, la cui economia è sostenuta dai consumi, e dai profondi deficit di bilancio dei vari stati che prima o poi dovranno essere ripagati. Memori dell’esperienza del 1929, sin dall’inizio della crisi è sempre stato chiaro, in particolare da parte statunitense, il tentativo di utilizzare qualsiasi sistema per evitare crollo e conseguente avvitamento dell’economia posticipando gli effetti collaterali (deficit e inflazione) che però prima o poi verranno al pettine.
Dopo due anni di sofferenze, l’attenzione è focalizzata sugli utili societari migliori delle (negative) attese dovuti a processi di ristrutturazione più che ad un aumento della produzione/redditività.
Pur in presenza di un mercato estivo, i segnali tecnici delle ultime settimane sono particolarmente buoni e confermano quelli già visti in precedenza in particolare l’incrocio su quasi tutti i mercati della media mobile a 100 e 200 giorni sul grafico giornaliero.
La violazione dei massimi visti a maggio/giugno 2009 che avevano fermato il recupero e il conseguente consolidamento al di sopra di essi (rottura, riconoscimento e ripartenza da manuale dell’analisi tecnica) sono tutti indicatori di una volontà di continuare la fase ascendente accentuando cosi il recupero e rimandando eventuali tempi cupi verso la fine dell’anno.
Nel dettaglio il Dax ha superato e testato efficacemente 5160 e adesso deve superare 5480/550 per continuare la sua corsa verso 5910/6000 livello che rappresenta il 50% di ritracciamento di tutta la discesa dai massimi del 2007 ai minimi di marzo 2009. Discorso simile per il Dow Jones che dopo aver violato l’area 9100, precedenti massimi, è diretto ora verso 9700 e quindi al test della barriera psicologia rappresentata dalla fatidica quota 10000 con possibile estensioni a 10500. Ancora più chiara è la situazione del S&P500 che ha superato di slancio quota 1000 e adesso ha spazio verso 1044 e quindi 1120 50% di ritracciamento di tutta la discesa iniziata a ottobre 2007. Nonostante due economie e due valute diverse, il Dax e l’S&P500 mostrano un andamento praticamente identico con una maggiore volatilità dell’indice tedesco. Chiaramente per tutti gli indici una chiusura del mese di agosto superiore ai predenti massimi fornirà ulteriore conferme positive del rialzo in atto.
Il FtseMib approfitta del traino rappresentato dal momento favorevole riuscendo a superare i massimi di maggio/giugno a 20560/700 per arrivare a ridosso di quota 22000. In particolare la fuoriuscita dal canale ribassista in atto da quasi due anni è un segnale molto forte per l’indice che può adesso continuare la salita verso gli obietti posti a 23300, 24600 e quindi 25900/26000. Nel breve sono da monitorare con attenzione la violazione di 22000 che darebbe ulteriore spinta all’indice mentre è fondamentale la tenuta ad ogni costo del supporto, precedente resistenza, a 20560/700 la cui perdita darebbe vita ad una fase di debolezza. Nonostante il poderoso rialzo da marzo in poi, in linea con gli altri indici azionari, il recupero dell’indice italiano risulta modesto. Mentre i principali listini sono ormai ad un passo da aver recuperato metà del valore perso nella folle caduta dal 2007 al 2009, il Ftse Mib deve ancora raggiungere il primo livello di ritracciamento di Fibonacci rappresentato da 38,2% a conferma di quanto profondo sia stato il ridimensionamento dei valori azionari sul mercato italiano.




Analisi Daily
Autore: Filippo Ramigni
Fonte: f.ramigni@tin.it







