Analisi Weekly
a cura di: Mr. Profit
Autore: Roberto Ercolino
Pivot Supporti: 15.600 – 14.500 – Pivot Resistenze: 17.600 – 18.550
Una nuova ondata di vendite si è abbattuta sui mercati, determinando l’ennesima correzione, la cui forza è stata tale da portare il derivato a…..
segnare i nuovi minimi di periodo; peraltro il movimento lascia presagire un’ulteriore flessione. Il future lascia intravedere un prossimo target ribassista ai 14.500 punti circa, vale a dire la base della trendline che unisce i recenti minimi più rilevanti, quello di marzo del 2007 ed ottobre 2008 (vedi grafico). Le sessioni tra il 17 ed il 20 indicano un susseguirsi di chiusure che equivalgono alle peggiori tra le ultime 250 di Borsa aperta e tra l’altro, l’ultima giornata della settimana mostra un’apertura con un gap ribassista che va analizzata con estrema attenzione per le implicazioni runaway, le quali normalmente segnalano una continuazione del trend in atto.
Già da diverse settimane i nostri commenti sono caratterizzati da un pessimismo rilevante che, purtroppo, è confortato dai valori di mercato, i quali anche per questa ottava hanno evidenziato perdite rilevanti; tra i titoli del sottostante S&PMib, si evidenzia che diverse azioni, specie tra i bancari e finanziari, hanno registrato perdite a due cifre, smentendo clamorosamente quegli incurabili ottimisti che valutavano possibile l’avvio di una fase di consolidamento.
Hanno constatato tale condizione, che si è purtroppo verificata già nei mesi scorsi in maniera anche pesante, quegli operatori ancora dotati di un briciolo di lucidità, sottovalutando che la diretta relazione tra il pessimismo e l’andamento delle quotazioni si traduce in questi frangenti in vendite dettate da puro panico. Di fatto il continuo alleggerire le posizioni, dettato da una catastrofica visione d’insieme dei mercati, è la conseguenza dell’incertezza e della mancanza di fiducia che regnano sovrane e che ha spazzano via la quasi totalità dei punti di riferimento che normalmente guidano le scelte degli investitori sotto il profilo della razionalità.
In pratica, anche attraverso una visione grafica, non è semplice stabilire quale sarà il bottom dal quale i valori avvieranno una decisa ripresa, probabilmente occorrono ancora mesi, se non anni, per stabilire quando il giro di boa si concretizzerà e, nel frattempo, gli strumenti tecnici continuano a segnalare la possibilità di ulteriori flessioni cui l’azione dei prezzi potrebbe dare vita. Le medie mostrano inequivocabilmente la loro condizione ribassista, senza una reazione degna di tale nome, ed oscillatori e indicatori, nella somma delle loro segnalazioni, procurano solo timori anche ai più navigati analisti. Tempo addietro abbiamo citato il Comit, quale unica serie storica cui fare riferimento in virtù della propria lunghezza, ebbene anche su questo indice sono rilevanti le possibilità di discesa, dove troviamo un primo step ai 750 punti che equivalgono ai valori del giugno 1997; si spera di non essere di fronte ad un clamoroso doppio massimo, la cui prospettiva non segnaliamo in termini numerici per semplice decenza.
Non troviamo, tra gli strumenti tecnici, molto conforto: come segnalato il Macd da vita ad un cross ribassista con la seduta del 17 che è fortemente indicativo; il Momentum prosegue quasi indisturbato nella propria discesa, in calo ad 86 punti circa; il Sar, anch’esso segnalato, va short dal 16 ed ora segna un reverse ai 18.400 punti circa, che appaiano a nostro avviso un limite improbabile; Stocastico di breve che in otto sedute crolla da 87 a 10 punti dando il senso del peso delle vendite.
Anche per questa ottava il nostro outlook rimane stabilmente bearish su medio e lungo termine, mentre sul breve valutiamo la condizione oversold, mentre cede di schianto il rapporto media mobile primaria su derivato, dal –29,80% della scorsa ottava scende ad –37,30%, dato di cui non necessita commento; volumi stabilmente midly bearish, volatilità che da una fase di relativa stabilità, risale verso una condizione estremamente alta.
Già da diverse settimane i nostri commenti sono caratterizzati da un pessimismo rilevante che, purtroppo, è confortato dai valori di mercato, i quali anche per questa ottava hanno evidenziato perdite rilevanti; tra i titoli del sottostante S&PMib, si evidenzia che diverse azioni, specie tra i bancari e finanziari, hanno registrato perdite a due cifre, smentendo clamorosamente quegli incurabili ottimisti che valutavano possibile l’avvio di una fase di consolidamento.
Hanno constatato tale condizione, che si è purtroppo verificata già nei mesi scorsi in maniera anche pesante, quegli operatori ancora dotati di un briciolo di lucidità, sottovalutando che la diretta relazione tra il pessimismo e l’andamento delle quotazioni si traduce in questi frangenti in vendite dettate da puro panico. Di fatto il continuo alleggerire le posizioni, dettato da una catastrofica visione d’insieme dei mercati, è la conseguenza dell’incertezza e della mancanza di fiducia che regnano sovrane e che ha spazzano via la quasi totalità dei punti di riferimento che normalmente guidano le scelte degli investitori sotto il profilo della razionalità.
In pratica, anche attraverso una visione grafica, non è semplice stabilire quale sarà il bottom dal quale i valori avvieranno una decisa ripresa, probabilmente occorrono ancora mesi, se non anni, per stabilire quando il giro di boa si concretizzerà e, nel frattempo, gli strumenti tecnici continuano a segnalare la possibilità di ulteriori flessioni cui l’azione dei prezzi potrebbe dare vita. Le medie mostrano inequivocabilmente la loro condizione ribassista, senza una reazione degna di tale nome, ed oscillatori e indicatori, nella somma delle loro segnalazioni, procurano solo timori anche ai più navigati analisti. Tempo addietro abbiamo citato il Comit, quale unica serie storica cui fare riferimento in virtù della propria lunghezza, ebbene anche su questo indice sono rilevanti le possibilità di discesa, dove troviamo un primo step ai 750 punti che equivalgono ai valori del giugno 1997; si spera di non essere di fronte ad un clamoroso doppio massimo, la cui prospettiva non segnaliamo in termini numerici per semplice decenza.
Non troviamo, tra gli strumenti tecnici, molto conforto: come segnalato il Macd da vita ad un cross ribassista con la seduta del 17 che è fortemente indicativo; il Momentum prosegue quasi indisturbato nella propria discesa, in calo ad 86 punti circa; il Sar, anch’esso segnalato, va short dal 16 ed ora segna un reverse ai 18.400 punti circa, che appaiano a nostro avviso un limite improbabile; Stocastico di breve che in otto sedute crolla da 87 a 10 punti dando il senso del peso delle vendite.
Anche per questa ottava il nostro outlook rimane stabilmente bearish su medio e lungo termine, mentre sul breve valutiamo la condizione oversold, mentre cede di schianto il rapporto media mobile primaria su derivato, dal –29,80% della scorsa ottava scende ad –37,30%, dato di cui non necessita commento; volumi stabilmente midly bearish, volatilità che da una fase di relativa stabilità, risale verso una condizione estremamente alta.
Fonte: MrProfit.it








