Gli argomenti a supporto di un investimento di lungo termine nei mercati emergenti sono ben noti. Molti di questi Paesi, sebbene non tutti, dovrebbero beneficiare di una crescita più rapida nel tempo grazie a favorevoli dinamiche demografiche e ai vantaggi di giocare una rincorsa rispetto ai mercati più sviluppati….
Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di iShares
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• Un secondo argomento a favore, ma meno pubblicizzato, è che, nel corso del tempo, questi mercati sono destinati a diventare meno rischiosi rispetto a quelli sviluppati. Una minore rischiosità dovrebbe quindi condurre ad un’allocazione superiore in questi Paesi.
• Tuttavia, mentre il rischio relativo è diminuito, in senso assoluto i mercati emergenti sono tuttora più volatili rispetto a quelli sviluppati. Tenuto conto di questa dinamica, non è irragionevole che molti investitori siano ancora titubanti riguardo alle tempistiche e all’ampiezza della loro esposizione in queste aree. Data la recente volatilità del mercato e il sospetto che non sia conclusa, è difficile basare le proprie decisioni di investimento esclusivamente su un orizzonte di lungo termine, a prescindere quindi dai potenziali brillanti rendimenti.
• Guardando in retrospettiva, lo scorso anno l’investimento azionario emergente non è stato proficuo. Tra aprile e dicembre, le azioni dei mercati emergenti hanno sottoperformato i mercati sviluppati sette mesi su nove. Il 2012 è iniziato in modo molto diverso: nei primi 10 giorni di negoziazione dell’anno i mercati emergenti hanno registrato una crescita del 6% rispetto ad un livello inferiore al 3% dei mercati sviluppati.
• Il 2012 potrebbe essere caratterizzato da una maggiore eterogeneità in termini di crescita regionale. Crediamo che gli investitori possano migliorare i rendimenti complessivi di portafoglio con una ripartizione più “granulare” dell’esposizione ai Paesi emergenti, ovvero sovrappesando o sotto pensando singoli Paesi o aree regionali.
• Sulla base delle nostre aspettative di rendimento e di rischio di ogni regione e della correlazione tra i vari mercati, abbiamo costruito un semplice portafoglio campione la cui composizione che prevede un’allocazione del 61% sull’Asia emergente, 32% sul Latino America e del solo 7% sull’Europa emergente. Relativamente al benchmark MSCI Emerging markets, questo portafoglio prevede un significativo sovrappeso del 9% dell’area latino-americana, un leggero sovrappeso del 3% dell’Asia emergente e un sostanziale sottopeso del 12% dei Paesi dell’Europa emergente (12%)
Fonte: ETFWorld – BlackRock







