20/04/09 Indici azionari su livelli di resistenza importanti da violare per continuare la ripresa oppure destinati a correzioni anche importanti

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Analisi Daily

Autore: Filippo Ramigni

Nonostante le prospettive future dell’economia restino incerte i mercati azionari proseguono nel loro recupero che li sta portando a ritornare sui

livelli di inizio anno. Mercati che mostrano una notevole e per certi versi sorprendente tenuta riuscendo ad evitare anche le prese di profitto che generalmente caratterizzano le ripresa dai minimi. Segno se vogliamo di un cambiamento totale della situazione che vedeva poco più di un mese fa tutto il settore bancario sull’orlo del fallimento, e con esso tutti gli altri settori industriali, e ora si rivela invece una nuova macchina da utili. Trucchi contabili a parte i titoli bancari hanno tirato tutto il mercato portando gli indici su dei livelli di resistenza che potrebbe rappresentare un momento di svolta del mercato. Una loro violazione permetterà infatti l’inizio di una nuova gamba rialzista capace di spingersi fino ai massimi visti ad inizio gennaio mentre una tenuta potrebbe risultare particolarmente pericolosa che con l’approssimarsi del mese di maggio, da sempre poco positivo per le borse, aprirebbe la possibilità di una correzione anche severa del movimento di salita dell’ultimo mese e mezzo. Sembra invece da escludere la possibilità di vedere un qualche storno di modesta entità che risulta troppo prevedibile in quanto atteso con grande trepidazione da tutti quanti non sono stati capace di cavalcare il rally dell’ultimo mese e non si fidano a comprare su questi prezzi.

Venendo agli indici principali il Dax si trova a ridosso della parte alta del canale ribassista sulla resistenza a 4680/4700 mentre fattori di negatività si avrebbero sotto la quota psicologica di 4000. Discorso simile per il Dow Jones che si confronta con l’importante resistenza rappresentata da 8300/15 mentre eventuali correzioni capaci di mantenersi al di sopra di 7500 potranno risultare anche positive. Infine l’S&P500 che dopo aver scavalcato la prima resistenza a 850 si è fermato a 875 ultimo baluardo prima di ritorni verso 940 e 1000, anche se la forte presenza di una fase di ipercomprato lascia aperta una debolezza nel breve.

Ancora andamento non dissimile per l’S&PMib che nell’ultimo periodo ha fatto meglio degli altri indici anche grazie alla sua composizione interna fatta principalmente di bancari. Dopo il minimo a 12332 l’indice ha fatto tutta una tirata superamendo prima quota 15000 e poi portandosi direttamente fino al test della resistenza a chiave a 18500/700 parte alta del canale ribassista in atto da tempo. La forza del livello in presenza di una forte area di ipercomprato sembra favorire delle prese di profitto nel breve che potrebbero anche spingere i corsi verso 17450 e quindi 16200. La perdita di 16000 prima e 15000 poi farebbe suonare un notevole campanello di allarme mettendo in evidenza il fattore di tipo correttivo del rialzo a cui stiamo assistendo. Al rialzo invece il superamento di 18700 accompagnato da un notevole aumento dei volumi sulla scia degli altri indici riproporrà l’S&PMib fino ai massimi visti a gennaio a 21000 area.

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Fonte: f.ramigni@tin.it

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