Analisi Daily
Autore: Filippo Ramigni
Effetto Obama e tenuta supporti importanti dovrebbero consentire recuperi dei listini ma sempre di natura correttiva. S&pmib pronto a tornare a 22000 sulla tenuta del triplo min a 18300
A conferma di quanto fosse effimero e estemporaneo il rialzo visto nelle prime sedute dell’anno con volumi decisamente bassi, i mercati azionari perdono tutto il terreno guadagnato al seguito di ben sette sedute negative consecutive. Come dire che i
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problemi restano sul tappeto e che l’enorme massa di liquidità introdotta non pare aver prodotto i risultati sperati o peggio non sembra essere sufficiente. D’altronde se le principali banche, quelle maggiormente colpite dalla crisi, giocano a nascondino come nel caso di Bank of America dichiarando che tutto va bene per poi richiedere cospicue iniezioni di liquidità per evitare tracolli, sembra altamente difficile che si possa formare quella fiducia necessaria per sostenere un rialzo del mercato azionario. Tutto questo mentre iniziano a vedersi segni importanti di deterioramento dell’economia reale che tenderanno a peggiorare per i prossimi sei/nove mesi e con la Fed rimasta a corto di munizioni dopo aver tagliato tutto quello che poteva tagliare. Come in tutte le situazioni di incertezza, come è quella a cui stiamo assistendo sui principali listini, c’è sempre una notizia buona e una cattiva. Quella buona è rappresentata dal fatto che i mercati sembrano pronti ad effettuare un buon rimbalzo nel corso delle prossime settimane sia per ragioni tecniche (il test e la tenuta di importanti supporti) che sulla spinta dell’insediamento alla Casa Bianca del nuovo presidente americano su cui sono poste grandi speranze ma in presenza di margini di manovra molto limitati. Quindi le prossime due/ tre settimane i mercati potranno perciò tirare il fiato.
La cattiva notizia è che il probabile movimento rialzista a cui assisteremo sarà parte di una fase di correzione più ampia al termine della quale i mercati sono destinati a riprendere la loro corsa al ribasso verso gli obiettivi più volte indicati(674 per S&P500, 6340 per Dow Jones e 3500 per il Dax). Lo scenario rimane pertanto impostato al ribasso e conferma il panorama sopra descritto che rimane il preferito, anche se siamo in presenza di una situazione cosi ricca di variabili da richiedere di essere monitorata giorno per giorno.
Dal punto di vista tecnico, i principali mercati continuano a muoversi all’unisono: dopo aver toccato importanti resistenze, rispettivamente 5100 Dax, 9150 Dow e 943 S&P500, i prezzi sono indietreggiati prepotentemente arrestando la loro corsa su supporti altrettanto importanti (4300 Dax 8000 Dow e 815 S&P500) e confermando di fatto la fase laterale. Proprio la tenuta dei livelli rende possibile un nuovo mini rally dei corsi capaci di salire sopra i picchi visti ad inizio anno e proseguire la loro corsa verso i massimi di novembre ( 5300 Dax, 9700 Dow e 1000 S&P500) dove dovrebbe terminare il movimento. Trattandosi di una ampio trading range in atto ormai da 3 mesi chiaramente la violazione dei livelli inferiori o superiori darà vita ad un movimento direzionale che al momento ha un preferenza per la prosecuzione ribassista.
Come sempre anche Piazza Affari presenta un andamento simile anche se continua ad essere maggiormente penalizzata sia dalla forte presenza di titoli bancari e assicurativi sia dallo scarso appeal del listino. Il triplo minimo a 18300 è un livello di supporto decisamente importante che potrà consentire un recupero dell’indice S&PMib in prima battuta verso 19000 e quindi 20000. Il mercato mostra un andamento laterale molto più schiacciato rispetto agli altri listini, confermando l’idea di una pausa del movimento discendente, e solo la violazione dei massimi di inizio gennaio a 21000 permetterà di approfondire il recupero verso 22000 dove dovrebbe esaurirsi il rialzo. La situazione rimane però negativa con i prezzi sempre inseriti all’interno di una canale ribassista e la perdita del supporto fondamentale a 18000/300 segnalerà la ripresa della discesa verso 16000 area.


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Fonte: Banca Insinger de Beaufort







