Fonte: Borsa e Finanza
Autore: Gianluigi Raimondi
18 Maggio 2009
Politicamente è ancora acceso il dibattito se e quando la Turchia entrerà a far parte dell’Unione Europea Nel frattempo, però, la Borsa …. di Istanbul è già entrata nell’Olimpo dei (pochi) listini azionari che vantano una performance positiva a doppia cifra da inizio anno. Nel dettaglio, l’indice Ise National 100 ha messo a segno un rialzo del 25%, che se calcolato in euro cresce a oltre il 26 per cento. D merito dell’exploit va soprattutto alle banche, altrove spesso ancora in stallo.
Turkiye Garanti Bankas e Akbank, titoli che nel paniere pesano nel complesso per circa il 28%, hanno infatti registrato balzi dalla prima seduta di gennaio di circa 30 per cento. Bene poi anche le tic con Telekomunikasyon in rialzo, nello stesso periodo di riferimento, di oltre il 31 per cento. Certo, in media, il rendimento del dividendo (2,6%) dell’Ise è inferiore alla media dei listini di riferimento del Vecchio Continente. Tuttavia, nonostante l’ascesa dei corsi, il rapporto tra prezzo e utili dell’indice resta limitato al 7,6 per cento.
Dal punto di vista macroeconomico, l’inflazione è scesa al 6,1% segnando il minimo dagli anni Settanta. E la crescita del prodotto interno lordo si è mantenuta positiva ali’1,5 per cento. In peggioramento invece il tasso di disoccupazione, cresciuto al 15,5 per cento. Ma nell’elite europea c’è chi fa di peggio: la Spagna, ad esempio, è attualmente al 17,4 per cento. Per sfruttare un ulteriore potenziale allun-go della Borsa turca, a Piazza Affari sono disponibili due Etf strutturati sull’indice Dow Jones Turkey Titans 20, uno emesso da Market Access (codice Isin LU0269999362) e l’altro proposto da Lyxor (Isin FR0010326256). Il primo prevede commissioni annue totali dello 0,65% e il secondo dello 0,65 per cento. In alternativa, sul mercato Sedex di Borsa Italiana è disponibile un certificato benchmark di tipo «open end» legato all’Ise 30 (Isin DEOOHV7LLJ5).
Fonte: Borsa e Finanza del 16 maggio 2009









