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18/05/09 Chan (Invesco): «Che errore trascurare


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Fonte: Borsa e Finanza

Autore: G.P.

18 Maggio 2009

La Cina, negli ultimi 20 anni, ha raggiunto livelli impensabili sotto molti aspetti, considerando soprattutto la significativa crescita economica e il ….

rapido sviluppo del mercato dei capitali. E proprio le enormi dimensioni del Paese, il potenziale di sviluppo e la crescente importanza a livello mondiale hanno portato la Cina ad attirare gli interessi di molti investitori in tutto il mondo. Non a caso, a conferma, nell’ultimo anno è cresciuta notevolmente la componente Cina nei portafogli dei gestori di fondi di fondi (vedere grafico). «Rispetto alle grandi economie dei Paesi sviluppati, che attraversano una recessione patrimoniale dovuta all’eccessivo indebitamento delle famiglie e dei settori finanziari – spiega Paul Chan, chief investment officer Asia di Invesco – la Cina è in condizioni decisamente migliori, in quanto il rallentamento della sua economia è dovuto essenzialmente alla dipendenza commerciale dai Paesi più ricchi dell’Ocse».

A differenza di quanto accade )in Occidente, dunque, i normali stimoli monetali e fiscali dovrebbero essere in giado di traghettare l’economia fuori dall’attuale crisi. «Inoltre – continua Chan – un altro aspetto importante riguarda la relativa solidità patrimoniale delle banche cinesi e la loro quasi immunità ai titoli tossici. Insomma, la Cina rappresenta in questo momento una classe di attivo che non possiamo permetterci di trascurare». Infatti, da inizio anno proprio la Cina è una delle piazze azionarie che sta facendo registrare le migliori performance, con lo Shenzhen Composite Index 300 in attivo da gennaio di oltre il 50 per cen-to. Più contenuti, ma comunque a doppia cifra, i rendimenti del principali benchmark dei fondi: l’Msci China è in atti vo del 30% circa, mentre il Ftse/Xinhua China 25 sta guadagnando il 26,04 per cento. E i gestori specializzati sulla Cina non si sono lasciati scappare l’occasione. A salire sul gradino più alto del podio dei fondi comuni migliori da ini-zio anno è il Global Funds China gestito da BlackRock, che sta facendo segnare una performance del 35,77 per cento.

Molto bene, inoltre, si stanno compor-tando anche ring Invest China Access (+31,22% da gennaio) e il Dws Invest Chinese Equities (+30,39%). Ma per investire sul Dragone, Piazza Affari offre anche tre Exchange traded fund, le cui commissioni annue di gestione (più contenute rispetto ai fondi comuni) oscillano tra un minimo dello 0,60% per il Db x-trackers Ftse/Xinhua China 25 (+28,29% da inizio anno) e un massimo dello 0,74% dell’iShares Ftse/Xinhua China 25 (+26,23%).


Fonte: Borsa e Finanza del 16 maggio 2009

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