union

13/11/206 Il mercato Giapponese (monthly)- Union Investment

  • Home
  • Il Gestore
  • 13/11/206 Il mercato Giapponese (monthly)- Union Investment

Iscriviti ai Nostri canali


I MERCATI FINANZIARI ASIATICI

a cura di

 

 

13 novembre 2006

GIAPPONE

Chiusura senza variazioni delle quotazioni

In questo periodo il mercato azionario giapponese ha mantenuto una tendenza per lunghi tratti al ribasso. Soltanto di recente si è giunti a sensibili movimenti di ripresa, che alla fine hanno reso possibile un bilancio quasi pareggiato dell’Indice Nikkei nel confronto mensile.
Questa marcata tendenza alla debolezza, durante la quale il barometro delle Blue Chips è ricaduto a 15.557 punti, è stata causata da un lato dai dati deludenti della congiuntura nel mese di luglio. Dall’altro lato il raffreddamento della crescita negli Stati Uniti ha sollevato domande sulle conseguenze per l’economia mondiale e questo ha provocato ulteriori incertezze. La situazione è cambiata soltanto con la pubblicazione dei dati economici nuovamente soddisfacenti di agosto – in questo modo la produzione industriale giapponese è salita del 1.9% rispetto al mese precedente dopo una perdita in luglio dello 0.9%. Inoltre sul mercato statunitense, insieme all’attesa di un soft landing, si è verificato anche un certo ottimismo congiunturale che è tornato a profitto della Borsa nipponica. In soli tre giorni di contrattazione, l’indice Nikkei è salito di quasi il 4%, cioè di 570 punti. E’ stata superata nuovamente la barriera del 16.000 ed è stato quasi raggiunto il livello di chiusura del mese precedente. L’elezione del nuovo Primo Ministro, molto importante per il prossimo sviluppo dei mercati azionari giapponesi, è rimasta senza ripercussioni sull’andamento delle quotazioni. Come successore di Junichiro Koizumi è stato scelto Shinzo Abe, che appartiene al partito conservatore LDP. In occasione della presentazione del nuovo Gabinetto sono apparsi sulla scena molti nomi internazionali piuttosto sconosciuti, cosa sulla quale gli investitori stranieri sono scettici soprattutto per quanto riguarda la politica di riforme. Gli investitori istituzionali giapponesi, al contrario, si dimostrano positivi nei confronti del nuovo Governo.

 
Prospettive positive nonostante la maggiore volatilità

In considerazione del più recente e modesto sviluppo sul mercato azionario giapponese, in controtendenza al periodo di crescita sulle altre solide borse mondiali, per le prossime settimane c’è ancora potenziale di crescita nel Kabutocho. Anche i positivi risultati semestrali (01.04 – 30.09.06) delle imprese giapponesi, dovrebbero sostenere gli scambi commerciali. Considerando che negli ultimi mesi lo Yen è stato piuttosto debole nei confronti del Dollaro statunitense, ci attendiamo che in questo momento le ditte esportatrici producano buoni risultati. In aggiunta a ciò i prezzi delle materie prime dovrebbero registrare un certo miglioramento nel confronto semestrale e da ciò dovrebbero derivare effetti positivi sulla redditività complessiva. Il fatto che le aziende giapponesi siano ottimiste riguardo al futuro è confermato anche dai recenti rapporti Tankan.
In questo contesto si prospettano anche utili record e un deciso aumento degli investimenti in base alla relazione trimestrale della banca centrale giapponese (BoJ) basata su un’inchiesta congiunturale. A tale riguardo partiamo dal presupposto che le imprese giapponesi e gli analisti abbandoneranno il loro atteggiamento prudente e che le stime degli utili per l’anno fiscale in corso verranno corrette verso l’alto. Ciò dovrebbe dare particolare slancio al mercato azionario.
Guardando allo sviluppo congiunturale, i dati recenti denotano un futuro robusto percorso di ripresa, grazie alla domanda interna che negli ultimi mesi è tornata ad acquisire una notevole forza. Nel complesso ci sono buone prospettive che dovrebbero mettere la ali alle Borse giapponesi, anche se sconsigliamo di “rincorrere” i corsi.
Un’economia statunitense in rallentamento per l’anno prossimo potrebbe danneggiare la congiuntura nipponica, anche se il significativo processo di crescita in Cina dovrebbe attenuare le possibili conseguenze negative.
Complessivamente un ambito di quotazioni al di sotto dei 16.500 punti nell’Indice Nikkei ci appare una buona soglia d’acquisto. Continuiamo a preferire titoli che traggono profitto dalla congiuntura nazionale e dalle esportazioni verso l’Asia. I punti critici degli investimenti si trovano sempre nei settori finanza e della produzione industriale e sono in aumento anche nelle aree vicine al consumo come salute, beni di consumo e commercio al dettaglio.

Fonte: Union Investment- Ogami

Investment World

Iscriviti alla Newsletter di ETFWorld.it

Ho letto l'informativa Privacy e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.