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08/06/09 «Etf-bond più semplici e competitivi»


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Fonte: Borsa e Finanza

08 Giugno 2009

Autore: M.M.

Bellingeri (iShares): «Merito di spese più basse rispetto al fondo comune E presto arriveranno in Italia altri prodotti, sia governativi sia corporate» ….

Sempre più bond nel portafoglio degli investitori, istituzionali e non. Contrariamente a quanto sta accadendo nell’industria dei fondi comuni d’investimento, dove i prodotti obbligazionari sono i più bersagliati dai riscatti, gli «Etf bond» continuano a riscuotere un interesse sempre maggiore nel popolo dei risparmiatori. «È un processo di riequilibrio degli asset investiti – fa notare Emanuele Bellingeri, responsabile iShares per il mercato italiano – Oggi il patrimonio gestito dagli Exchange traded fund è allocato per il 75% in prodotti azionali e solo per il 25% nei bond. Due pesi destinati a cambiare, con un aumento della componente obbligazionaria. E per quanto ci riguarda, nell’ultimo anno le masse gestite dai nostì Etf obbligaziona-ri sono salite da 10 a 16 miliardi di euro».

Dott. Bellingeri, questo disallineamento tra fondi comuni obbligazionari ed Etf non è anche legato a un discorso di costì?
comuni di tipo obbligazionario sono ancora molto alte. Come lo sono per i fondi monetari, che possono arrivare a punte dello 0,60 per cento. E in un periodo di tassi estremamente bassi come oggi, le commissioni dei fondi
comuni arrivano a erodere gran parte dei rendimenti realizzati. Gli Etf, invece, hanno spese decisamente più contenute, quasi impercettibili. Per farle un esempio, l’ultimo prodotto che abbiamo quotato in Italia, l’iShares eb.rexx Money Market, ha una commissione di gestione su base annua dello 0,126 per cento. E se guardiamo a tutti gli Exchange traded fund quotati su Borsa Italiana, l’eb.rexx Money Market è secondo soltanto all’iShares eb.rexx Jumbo, con spese annue dello 0,10 per cento.


Sembrerebbe che le Borse siano vicine a un punto di svolta. Non c’è il rischio che l’Etf monetario lanciato da poche settimane faccia flop?

Non credo. Quando lo abbiamo lanciato in Germania, ad agosto del 2008, l’iShares eb.rexx Money Market ha subito riscosso un discreto interesse. E in pochi mesi ha superato il miliardo di asset in gestione. Inoltre, nonostante tassi di interesse estremamente bassi, siamo convinti che in un momento di forte avversità al rischio questo Etf possa rappresentare una buona alternativa ad altri strumenti simili, quali i fondi comuni, ma anche i conti correnti, che tra l’altro hanno lo svantaggio rispetto agli Etf di una tassazione al 27 per cento. II lancio di questi Exchange traded fund, comunque, non si deve vedere come un momentum di mercato, ma come un completamento della gamma dotti. Nel nostro caso mancava in Italia un prodotto di questo tipo. E con l’eb.rexx Money Market abbiamo aggiunto tassello importante. Inoltre, una caratteristica fondamentale di questo Etf è rappresentata dal fatto di avere come sottostante titoli di Stato tedeschi nella loro fisicità e non swap o derivati.

Pensate di quotare altri prodotti ?

Stiamo pensando di quotare prossimamente diversi Etf a livello europeo e ovviamente anche sul mercato italiano. Di recente, per esempio, abbiamo lanciato a Londra l’Euro Treasury 0-1 anni, che in veste in tìtoli di Stato a breve termine dell’area euro, e il Barclays Capital euro aggregate, che è un mix tra emissioni governative e corporate. Due Etf che potrebbero arrivare presto anche in Italia.

Tutti strumenti obbligazionari. Segno che non credete in una ripresa dell’equity?
Le ripeto, il lancio di questi prodotti va inquadrato nell’ottica di un completamento della gamma Etf in Italia. Per quanto riguarda il mercato azionario, comunque, i listini sono saliti molto rispetto ai minimi toccati a marzo. Abbiamo assistito, infatti, quasi a una ripresa a «V». Eppure il sentiment continua a essere abbastanza positivo. Quindi, con un approccio graduale, magari attraverso un piano di accumulo, si potrebbe anche pensare di tornare a investire sull’equity. Ma forse la strada migliore potrebbe essere quella delle obbligazioni di tipo corporate, che con un rischio inferiore consentono di prendere esposizione sui mercati azionali Allo stesso tempo è sconsigliabile il fai da te. Meglio affidarsi a un fondo indice, che ha il vantaggio della diversificazione a costi molto contenuti.

Fonte: Borsa e Finanza del 06 giugno 2009

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