Fonte: Borsa e Finanza
08 Giugno 2009
Autore: Massimiliano Malandra
L’analisi statistica premia la brasiliana PetroBras, China Petroleum PetroChina. Maggior forza rispetto al petrolio e volatilità contenuta….Nel percorso misto le oil company hanno dimostrato di avere una marcia in più ri-spetto alle quotazioni del petrolio, ma sul rettilineo hanno accusato il colpo. Fuor di metafora, gli indici settoriali europeo e statunitense nell’ultimo anno hanno tenu-to meglio nella fase della caduta delle quotazioni (perdendo circa il 35% del proprio valore contro il 45% del future sul greggio), ma dai minimi di metà gennaio il petrolio ha quasi raddoppiato il proprio valore, passando da 35 a quasi 70 dollari, men-tre il balzo dei petroliferi si limita a un +20 per cento.
Tuttavia, non tutti i titoli del comparto si muovono all’unisono, in quanto la correlazione fra le singole azioni e la commodity varia – anche notevol-mente – nei diversi casi. Entra così in gioco l’analisi quantitativa il cui scopo è descrivere, facendo assegnamento su procedimenti e formule statistiche, un possibile andamento del titolo. Di ognuno sono stati così calcolati, rispetto al future correlazione, beta (capacità del titolo di ampliare i movimenti del derivato) e alfa (forza del titolo).
Le tre rilevazioni espresse in tabella per ogni indice sono relative ai da-ti dei sei mesi precedenti, mentre, per evitare distorsioni dovute ai movimenti delle valute, le quotazioni di tutti i titoli sono state convertite in dollari. Su quali titoli puntare quindi? Con il petro-lio a 70 e un target per fine anno passato da 65 a 85 dollari dato nei giorni scorsi dagli analisti di Goldman Sachs, l’upside del greggio appare quindi abbastanza limitato.
Meglio quindi puntare su quei titoli che presen-tano un alfa positivo, possibilmente abbina ti a bassi valori di correlazione e beta. Ecco che quindi dalla selezione esce vincente il colosso brasiliano PetroBras: alfa in crescita, beta in forte discesa e una correlazione che si mantiene elevata ma stabile. Poi le due cinesi China Petroleum e Petrochina -anche in questo caso fa premio un elevato valore di alfa e un beta contenuto – e infine la statunitense Occidental Petroleum.
Fonte: Borsa e Finanza del 06 giugno 2009









