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04/05/09 Nasdaq e small negli States S&P/Mib a testa alta nella Ue


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Fonte: Borsa e Finanza

Autore: Fabrizio Guidoni

04 Maggio 2009

Sul tech americano la maggiore forza relativa, mentre con il Russell 1000 metti in tasca piccoli e grandi. Intanto Piazza Affari sale sul podio europeo ….

Una caccia al tesoro tirale Borse mondia-li non può prescindere da una tappa in Europa e negli Stati Uniti. D’altronde, si sa, non sale o cade Borsa nel mondo che Wall Street non voglia. O quasi. Ma come muoversi tra le due sponde dell’ Atlantico? In termini di investimenti, oltre ai classici S&P500 e Dax, c’è molto di più.

DOW & C. Tra gli Etf quotati a Piazza Affari su Wall Street ci si può muovere lungo varie direzioni: le big del Dow, a cuore pulsante dell’economia con l’S&PSOO o il fascino del Nasdaq. I numeri sono a favore del tech a stelle e strisce. Tecnicamente il Nasdaq 100 mostra una forza relativa maggiore a tutti gli altri indici americani ed europei. Osservazione banale, forse. Ma chi ragiona guardando i grafici lo sa: bisogna scommettere sempre dove porta la forza del mercato. A condizione però che la crescita sia sostenibile dai fondamentali. E, soprattutto, che non ci siano eccessi o bolle. Non è quest’ultimo il caso del Nasdaq 100 (+14,09 da inizio anno., Il trend rialzista del 2009 appare vivace ma è sostenuto da supporti robusti. Una correzione che non «bucasse» quota 1.250 (-10% dagli attuali valori dell’indice), sarebbe più che benvenuta, per non stressare il movimento ascendente in corso. Certo, siamo ora al cospetto della resistenza rappresentata dalla media a 200 sedute, un indicatore molto seguito dagli investitori americani. Un motivo in più per qualche seduta di riflessione. Oltrepassato l’ostacolo, la strada sarà graficamente libera per mirare al target 1.640. Ce n’è abbastanza per i due Etf che puntano a replicare il Nasdaq 100 quotati da Lyxor e PowerShares (Eqqq). Ci sono poi i fondamentali. Le recenti trimestrali del settore, a cominciare dalla piacevole sorpresa della regina Microsoft, hanno confermato il buono stato di salute del settore.
Altro dubbio, quale taglia: large, mid o small cap? In questo momento il trend premia le seconde. Lo S&P100 e lo S&P600 small cap sono entrambi negativi da inizio anno. Mentre lo S&P400 mid cap è già sulla strada giusta (+4,30% nel 2009). Un buon compromesso vede come protagonisti i due Etf sull’indice Russell 1000 (-2,21%) proposti da Etfs e Db X-Trackers. Il sottostante rappresenta le performance di mille titoli Usa, pari nel complesso a circa il 92% della capitalizzazione Usa.

PIAZZA AFFARI. Nel Vecchio Continente la situazio-ne appare più contrastata di quella americana. Tra Vinrognita degli effetti della crisi immobiliare in Spagna, di quella finanziaria in Gran Bretagna e del settore auto in Germania diventa difficile scegliere.’ La soluzione? Guardare dentro casa e puntare su un Etf legato allo S&P/Mib. Con i recenti recuperi l’indice di Piazza Affari ha ormai colmato il ritardo dalle altre Borse. Anzi, è già posizionato al secondo posto come performance 2009 tra i mercati azionali più importanti. E poi, come si fa a rinunciare a un paniere che rende il 9% (tenuto conto delle cedole note al 20 aprile), a un price/earning pari a 10,3 e che proprio in questi giorni sta per virare in positivo da inizio anno?

Fonte: Borsa e Finanza del 01 maggio 2009

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