Fonte: Borsa e Finanza
Autore: Fabrizio Guidoni
04 Maggio 2009
La recente instabilità politica e sociale della Thailandia non preoccupa, alme-no stando a quanto emerge dal mercato dei credit ….
default swap. Una lettura confermata dall’analisi grafica dell’andamento della Borsa thailandese, che da inizio anno ha messo in mostra i muscoli: +8% da gennaio, frutto del +20% messo a segno negli ultimi due mesi.
Un dato che sottolinea il trend rializista intrapreso nonostante gli ultimi episodi di disordini per le vie della capitale. È dunque disco verde per puntare sui tre Etf legati alla Borsa della Thailandia. Il listino offre uno dei p/e atteso tra i più bassi in circolazione, pari a 9,4. Il tutto incastonato in un Paese che proprio sul fronte dei credit default swap mostra quotazioni basse, appena 206 punti base, un costo di poco più del 2% sopra il tasso free rislc per assicurarsi dal rischio default.
Insomma, il mercato obbligazionario, il più attento al merito di credito degli Stati, non vede rischi particolari. no i tesori più ricchi tra i piccoli nuovi emergenti. Un altro nome caldo è il Vietnam. Da evitare, per ora altre aree. I paesi dell’Est europa rimangono vulnerabili, sotto il peso del carico di un indebitamento elevato del settore privato in generale e delle banche in particolare. Anche in America latina occorre distinguere tra i paesi forti a livello di fondamentali (Brasile e Perù), e gli altri più vulnerabili.
Fonte: Borsa e Finanza del 01 maggio 2009









