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01/06/09 Barile in forte recupero E il target 70-80 si avvicina


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Fonte: Borsa e Finanza

01 Giugno 2009

Autore: G.R.

Con un rialzo di circa l’ll%, che lievita al 22% se calcolato in euro, negli ultimi 12 mesi l’oro si è confermato un valido bene rifugio in un annus horribilis per ….

Nell’ultimo meeting di Vienna l’Opec ha deciso di non tagliare la produzione. «L’output di petrolio – ha dichiarato il ministro saudita Ali Al-Nouaimi – è già ai minimi dal 2003 e chiudere ora i rubinetti avrebbe significato mettere in pericolo l’ancora fragile e timido tentativo di ripresa economica». Il rappresentante di Riyadh nel Cartello ha anche affermato che l’economia mondiale può sostenere un prezzo del greggio intorno a 75-80 dollari al barile, livello considerato dall’Arabia appena sufficiente per sostenere gli investimenti energetici nel lungo termine.

A queste prospettive si è poi aggiunto, in settimana, il calo delle scorte Usa, scese di 5,4 milioni di barili. Una diminuzione spiegabile, almeno in parte, con l’aumento dell’attività delle raffinerie in vista della cosiddetta driving season. Uno scenario che ha riportato al Nymex di New York le quotazioni del Wti a oltrepassare la soglia del 66 dollari, segnando il top semestrale e portando la performance da inizio anno a oltre il 46% (seconda tra le principali materie prime solo a quella del rame, forte di un balzo del 55%). Certo, l’Agen- zia Internazionale per l’Energia ha gettato acqua sul fuoco abbassando le stime sui consumi mondiali attesi per quest’anno a 83,2 milioni di barili al giorno, il 3% in meno rispetto al 2008.

E il Baltic Dirty Tanker, indice relativo ai costi dei noli delle petroliere su 12 delle principali rotteinternazionali, continua a ristagnare a ridosso del minimi storici, segnalando una domanda «fisica» di greggio ancora debole. Tuttavia, gli acquisti di oro nero decisi dal governo di Pechino sono cresciuti ad aprile a un totale di 3,9 milioni di barili e il dollaro è di nuovo in area 1,41 nel cambio con l’euro. Una situazione, quella del biglietto verde, che preoccupa sempre di più le autorità cinesi, intenzionate a fare incetta di materie prime.

Dalla sommatoria di questi elementi emerge quindi un quadro di estrema incertezza. «Che però è possibile sfruttare in una strategia market neutra! – fa notare Ole S. Hansen, futu-re manager di Saxo Bank – grazie all’elevato livello di contangono (prezzo spot inferiore al prezzo forward, ndf) che caratterizza i prezzi di questa commodity». Operativamente, si aprono posizioni rialziste (l°ng) sui contratti future con scadenza successiva alla prima disponibile e nel contempo si va al ribasso (short) sul derivato con la scadenza attuale. «Un modus operandi – sostiene Massimo Siano, italian representative di Etf Securities – ora possibile anche con gli Etc quotati a Piazza Affari acquistando l’Etfs Wti 2month Oil (Isin GBOOBOCTWK84) e al tempo stesso mettendo in portafoglio l’Etfs Short Crude Oil (Isin JEOOB24DK975) che ha debuttato sul listino italiano in settimana».

Fonte: Borsa e Finanza del 30 maggio 2009

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