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Valute: L’ampliamento degli spread tra i rendimenti sostiene un euro più stabile


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L’ampliamento degli spread tra i rendimenti sostiene un euro più stabile. Underperformance dello yen.
Invariate le allocazioni strategiche nei portafogli modello per le principali valute. Riduzione dell’allocazione tattica a favore del NZD per via dell’indebolimento della dinamica……


Global Research Monthly- Orizzonte d’investimento: 6–12+ mesi (1 Marzo 2011) – Credit Suisse


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L’ampliamento degli spread dei rendimenti tra Eurolandia e USA suggerisce un’ulteriore pressione al rialzo sul cambio EUR/USD nei prossimi mesi, in particolare se i timori sull’indebitamento di Eurolandia si attenuano ancora. Rispetto al mese scorso, lo spread per il LIBOR EUR-USD a un anno si è ampliato di 17 pb e lo spread tra i rendimenti degli swap su valute a un anno è cresciuto all’incirca di 38 pb.

Permangono le incertezze sulle prospettive di indebitamento dell’euro, ma il probabile accordo sulle riforme nei prossimi due mesi potrebbe accrescere il sentiment positivo. Il nostro portafoglio modello pertanto continua a sovrappesare le valute europee e le nostre previsioni sull’euro sono state riviste leggermente al rialzo. Prevediamo che il cambio EUR/USD registrerà un incremento a quota 1.43 il prossimo anno.

La gran parte della nostra esposizione verso le nostre divise europee favorite è attualmente nella GBP e nella corona svedese. Il franco svizzero ha un appeal relativamente più basso nel 2011 per via della valutazione elevata e di una chiara divergenza tra la solidità della valuta e la flessione dello spread tra i rendimenti in rapporto all’EUR. Sebbene il franco continui a essere favorito rispetto all’USD nel 2011, le allocazioni in portafoglio sono ridotte, dal momento che un ulteriore allentamento delle preoccupazioni relative all’indebitamento di Eurolandia potrebbe sospingere un’ulteriore correzione dei solidi guadagni del franco nel 2010 rispetto all’euro. Prevediamo che il franco si indebolirà moderatamente rispetto all’euro quest’anno.

Di contro, le valute dei paesi dell’Europa centro-orientale (CEE) potrebbero trarre vantaggio dalla ripresa delle situazioni di stress connesse all’UME. Siamo dell’idea che la recente underperformance dei paesi CEE rifletta un premio di rischio di queste emissioni. Il consolidamento potrebbe ancora dominare questo blocco il prossimo mese, ma a nostro giudizio permane un solido potenziale di ripresa in un orizzonte di 6–12+ mesi.

Non abbiamo ancora visto un rialzo sufficiente dei rendimenti globali tale da rendere il trend del JPY visibilmente ribassista, ma si tratta di un rischio chiave per il 2011. Pertanto, pur non avendo ancora aumentato le nostre previsioni per il cambio USD/JPY da un livello piatto, manteniamo delle modeste posizioni sottopesate in JPY, e continueremo a monitorare da vicino gli andamenti dei rendimenti, in attesa di un segnale più chiaro per sottopesare ulteriormente lo yen. Tuttavia un uso dei finanziamenti in yen in questo momento è, in rapporto alle posizioni lunghe nel resto dell’Asia,
dove stiamo assistendo a un apprezzamento della valuta locale, rallentato (ma non invertito) dagli interventi valutari e dai controlli sui capitali.

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Fonte: ETFWorld – Credit Suisse


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