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UBS AM taglia le commissioni su cinque ETF e inserisce l’Euro Stoxx 50 nella gamma Core

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Il 5 maggio 2026 UBS AM ha annunciato la riduzione del Total Expense Ratio (TER) su cinque ETF quotati in Europa e l’ingresso dell’ETF Euro Stoxx 50 nella propria gamma Core.

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Articolo creato dalla Redazione di ETFWorld.it


Francesco Branda, Head of ETF & Index Fund Sales Italy di UBS Asset Management


L’intervento arriva a dodici mesi dal varo della serie UBS Core ETF e rafforza la politica di compressione dei costi che il gestore elvetico sta applicando alla sua offerta passiva.

I nuovi livelli commissionali

Le variazioni riguardano quattro comparti azionari già presenti nella serie Core e un ETF MSCI Pacific ex Japan. Il taglio più rilevante, in termini percentuali, interessa il fondo azionario statunitense: il suo TER scende dallo 0,06% allo 0,03%, dimezzando di fatto il costo annuo per l’investitore. L’ETF sull’MSCI EMU e quello sull’MSCI World ex USA passano entrambi allo 0,09% (rispettivamente da 0,12% e 0,14%), mentre il MSCI Pacific ex Japan scende allo 0,09% dal precedente 0,14%.

Tutti i nuovi livelli commissionali sono riassunti nella tabella seguente:

CompartoTER precedenteNuovo TER
UBS Core MSCI EMU UCITS ETF0,12%0,09%
UBS Core MSCI USA UCITS ETF0,06%0,03%
UBS Core Euro Stoxx 50 UCITS ETF0,09%0,06%
UBS MSCI World ex USA UCITS ETF0,14%0,09%
UBS MSCI Pacific ex Japan UCITS ETF0,14%0,09%

L’ETF Euro Stoxx 50, finora commercializzato come UBS Euro Stoxx 50 UCITS ETF, entra contestualmente nella gamma Core con la nuova denominazione UBS Core Euro Stoxx 50 UCITS ETF e un TER ridotto allo 0,06%.

Il contesto: flussi record e terzo posto in Europa

L’operazione fa leva sui risultati commerciali ottenuti dalla serie Core dal lancio, nella primavera 2025. Secondo i dati forniti da UBS AM, negli ultimi dodici mesi la gamma ha raccolto flussi netti superiori a 18,5 miliardi di dollari, portando il patrimonio complessivo dei Core ETF oltre la soglia dei 50 miliardi. Nel corso del 2025 l’intera offerta ETF del gestore ha segnato afflussi netti record; nel primo trimestre 2026 UBS AM si è classificata al terzo posto in Europa per raccolta netta tra gli ETF domiciliati nel continente, secondo i dati dell’analista ETF Book.

La strategia è chiara: utilizzare la leva dei costi per consolidare la posizione in un mercato – quello degli ETF UCITS – in cui la competizione sui TER è ormai strutturale. Portare il fondo sull’azionario USA a 3 punti base colloca UBS allo stesso livello dell’offerta più economica oggi disponibile in Europa su quell’esposizione, inclusi i prodotti SPDR e Amundi già attestati su quella soglia.

Francesco Branda, Head of ETF & Index Sales Italy di UBS Asset Management, ha inquadrato la manovra all’interno della traiettoria che il gruppo persegue da oltre vent’anni nel settore degli ETF: “In qualità di principale gestore europeo di investimenti indicizzati e con 25 anni di esperienza nel mercato degli ETF, siamo nella posizione ideale per rispondere alle esigenze dei nostri clienti. La riduzione delle commissioni su alcuni prodotti e l’aggiunta di un ETF Euro Stoxx 50 alla nostra gamma Core sono un’ulteriore dimostrazione del nostro impegno nel fornire soluzioni di portafoglio di elevata qualità a costi contenuti”.

Branda gestisce il presidio italiano di una piattaforma che a livello globale supera i 1.000 miliardi di dollari di masse indicizzate (dato di dicembre 2026) e conta più di 400 fondi su oltre 200 indici.

Profilo del gestore e della gamma Core

UBS Asset Management è il maggiore gestore europeo di investimenti indicizzati per patrimonio. È stata tra le prime società a lanciare una gamma ETF in Europa nei primi anni 2000, la prima a introdurre ETF sostenibili sugli indici MSCI EMU, Pacific, USA e World nel 2011, e tra le prime a offrire share class con copertura valutaria.

La gamma Core, lanciata nel maggio 2025, è stata costruita per fornire componenti di portafoglio a basso costo sulle principali esposizioni azionarie e obbligazionarie. La serie azionaria copre Stati Uniti, Europa, Mercati Emergenti e Giappone; nell’estate 2025 sono stati aggiunti otto ETF obbligazionari, che spaziano dai titoli di Stato statunitensi ed europei alle obbligazioni societarie investment grade e agli strumenti indicizzati all’inflazione. L’architettura della gamma consente agli investitori di combinare i moduli Core con strategie specialistiche, sostenibili o coperte dal rischio valutario.

Implicazioni per gli investitori

Per i sottoscrittori istituzionali e retail, la riduzione dei TER si traduce in un minor costo di detenzione annuo che, su orizzonti lunghi, può incidere in modo misurabile sul rendimento composto. In un contesto di tassi in normalizzazione e spread obbligazionari compressi, la variabile costo resta uno dei pochi fattori interamente sotto il controllo dell’investitore.

L’inserimento dell’Euro Stoxx 50 nella serie Core rende inoltre disponibile l’esposizione alle grandi capitalizzazioni dell’Eurozona a 6 punti base, un livello che si confronta favorevolmente con i prodotti equivalenti delle principali case concorrenti.

L’annuncio conferma la direzione intrapresa da UBS AM: spostare progressivamente il baricentro della propria offerta passiva verso la fascia più competitiva del mercato, utilizzando le economie di scala generate da masse in forte crescita.

Se vuoi saperne di più : ETF cosa sono e come funzionano

Fonte: ETFWorld.it

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