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Turchia, cresce l’affidabilità di Ankara in attesa che l’economia ritorni a correre


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Status investment grade anche da Moody’s: Cresce l’affidabilità della Turchia agli occhi degli investitori. I progressi fatti da Ankara sono stati ulteriormente certificati dalla promozione arrivata questo mese da parte di Moody’s. L’agenzia di rating statunitense ha alzato il…

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 The Royal Bank of Scotland plc


giudizio sul debito sovrano della Turchia al rango investment grade (Baa3 dal precedente Ba1) con outlook stabile, seguendo di qualche mese l’analoga decisione presa da Fitch nel novembre scorso. Il merito di credito della Turchia ora risulta allo stesso livello di Paesi quali Spagna e India. La decisione di Moody’s è scaturita da miglioramenti economici recenti e prospettici, con il governo che ha ridotto il suo debito e il deficit delle partite correnti. In particolare quest’ultimo dovrebbe scendere quest’anno a circa il 7% del Pil rispetto ai picchi a doppia cifra toccati nel 2011. “I progressi sulle riforme strutturali e istituzionali – ha sottolineato Moody’s – dovrebbero permettere al Paese di ridurre la
vulnerabilità a shock esterni”.  Sponda della banca centrale per stimolare la crescita L’upgrade di Moody’s era atteso dal mercato come testimoniato dai fl  ussi di investimenti record verso il Paese nel corso degli ultimi mesi. A muovere maggiormente il mercato negli ultimi mesi è stato l’intensificarsi dello stimolo monetario per ridare vigore all’attività
economica. Nella riunione del 16 maggio la banca centrale turca ha portato il repo rate a una settimana dal 5 al 4,5%. Ritoccato al ribasso anche il cosiddetto corridoio dei tassi passato a 3,5-6,5%, 50 punti base in meno sia per l’estremo superiore che per quello inferiore. Sul fronte tassi forte appoggio del governo di Ankara all’azione della banca centrale con il ministro dell’Economia, Zafer Caglayan, che ritiene possibile una discesa del tasso di riferimento fi  no ai livelli di quello della Corea del Sud (pari al 2,5%). La politica monetaria decisamente più aggressiva rispetto al passato è volta a sostenere al meglio l’economia che nel 2012 ha evidenziato una crescita del 2,2% rispetto al +8,5% del 2011. Per quest’anno attesa una riaccelerazione con Ankara che prevede un +4% del Pil per poi salire a +5% nel 2014. L’azione dell’istituto centrale guidato da Erdem Basci mira anche a evitare un eccessivo apprezzamento della Lira Turca rispetto alle valute.

 


The Royal Bank of Scotland plc è un rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.

 


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